Queenie – Candice Carty-Williams | Einaudi

Queenie, nome della protagonista che dà il titolo al romanzo, è una giovane donna che vive a Londra. Giamaicana di terza generazione ha un lavoro nell’editoria, un compagno e delle amiche fidate.

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La sua vita, ad un certo punto, subisce dei contraccolpi improvvisi. Quando il fidanzato le chiede una pausa dalla relazione, l’amore deraglia. A seguire anche il lavoro e le amicizie iniziano a vacillare.

Pagina dopo pagina, Queenie inizia a fare la cosa più umana del mondo: a sbagliare. Sbaglia nei rapporti sentimentali e familiari. Sbaglia sul lavoro, fino al punto di rischiare il licenziamento.

Sbagliare? Forse dovrei dire vivere. Sì Queenie è un essere umano  che a seguito di una rottura sentimentale va in tilt, che sperimenta molti fallimenti “utili”.

Questo romanzo apparentemente leggero va a fondo nelle emozioni, non girandoci intorno.

La protagonista inizia a comprendere che il nascere e vivere a Londra, una delle città più multietniche al mondo, non ti protegge dal pregiudizio, se sei nera. Che il lavorare in un giornale, essere autonoma non ti tutela dall’essere considerata meno di un uomo.

Solo crollando e ritrovandosi, Queenie diventerà davvero la regina di se stessa. Facendo i conti con il suo passato, con quello della sua famiglia e con la società.

É un romanzo fuori dagli schemi e travolgente dove sono descritti senza tabù il sesso, le paranoie di tutti i tipi, il dolore psichico, la tematica razziale, il maschilismo becero, l’omologazione spiazzante.

Semplicemente questo testo è una rivelazione. E’ un inno, senza pretendere di esserlo, alla consapevolezza femminile. Il linguaggio audace e contemporaneo mira a dare l’immagine di una donna in cui possiamo rispecchiarci.

“Ragazze” questo libro ci tende la mano e a gran voce ce lo sta dicendo: non dobbiamo essere perfette, ma dobbiamo essere noi. Con tutte le paure, i dubbi, i colori, i tatuaggi, i peli, la cellulite gli amori sbagliati, giusti, i fallimenti, i lavori precari o sicuri: noi.

E scuola, università, lavoro, tutto si porterà dietro i suoi problemi. Conoscerai persone che ti diranno di non vedere la razza né i colori, ma è una bugia. Li vedono eccome- spiegai- E le persone li dovrebbero vedere. Siamo diversi, e devono accettare la nostra differenza. La gente proverà a plasmarti, a dirti chi dovresti essere e come dovresti comportarti. Dovrai lavorare sodo per creare la tua identità, ma puoi riuscirci”.

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