Diastema – Marilena Votta | ENSEMBLE

«Sono come la mollica del pane inzuppata nel latte, una cosa destinata a cambiare, a sparire. Inghiottita. Non diventerò mai grande come vogliono loro. Voglio stare lontana dal chiasso dei bambini e degli adulti. Non voglio che mi tocchino».

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Diastema è una raccolta di racconti brevi per scrutarsi dentro ma anche per guardarsi attorno.

Il diastema è lo spazio tenero e disarticolato tra i due denti incisivi.

Permette di guardare all’interno di un volto cavo, di un sorriso sghembo, seduce e spaventa come una confidenza.

È una donna sofferente di insonnia, che riesce a dormire soltanto pagando una sconosciuta che si addormenti al suo fianco, a cucchiaio.

È una ragazzina che vuole diventare invisibile per non essere obbligata a diventare donna, che nascosta nella 128 rossa del papà scompare fondendosi con il tessuto irrespirabile della tappezzeria d’estate.

Anche una coppia in un pub che in un pomeriggio piovoso si scioglie nel ricordo e nella fatalità, retaggi contro cui non si può combattere.

Ognuno dei dodici racconti che compongono Diastema è una minuscola fenditura attraverso la quale è possibile scorgere ciò che è nascosto: ricordi offuscati, intimitudini sopite, piccoli incanti troppo a lungo coperti con pudore.

Marilena Votta, classe 1972, è nata a Napoli e vive a Roma, dove conduce la trasmissione radiofonica “Scusate se leggo” su Radio Redhouse. Ha già pubblicato due raccolte di racconti.

Diastema è lo spioncino attraverso cui osserviamo queste micro-esistenze, pezzi di vita che rimangono usualmente nell’ombra, non esibiti né ostentati, al riparo dalla luce e dal (pre)giudizio altrui.

Sono le storie di chi lascia la porta socchiusa nella speranza di un ritorno, di chi prova un desiderio non corrisposto, di chi non ha la forza per restare immobile, di chi si accorge di essere impelagato nel giogo dell’insoddisfazione, bloccato nel pantano della propria quotidianità.

Diastema ci trasmette immagini di distanze e distrazioni, attraverso diverse angolazioni visuali.

Sono storie di ciascuno di noi, ma non per tutti.

Perché regalano un sguardo su tutte le cose che sfuggono a quelli che hanno occhi facili e fatui.

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