CINEMA: 35MM – Lacci

Torna l’appuntamento con 35MMla rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo “Lacci” diretto da Daniele Luchetti, film d’apertura alla 77° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

CellManiak

TRAMA

Aldo (Luigi Lo Cascio) una sera confessa a Vanda (Alba Rohrwacher) di essere stato con un’altra donna. Ogni cosa precipita e Aldo si allontana da Napoli per rimanere a Roma, città a cui è legato per il lavoro e dove si trova anche la giovane Lidia (Linda Caridi).

Aldo, Vanda, Anna e Sandro

Vanda, sola e disperata con i piccoli Anna (Giulia De Luca) e Sandro (Joshua Cerciello), vede sgretolarsi il progetto di famiglia desiderato.
Dopo tanti anni tutto sembra tornare al proprio posto, nonostante i numerosi dubbi e interrogativi sulla vita trascorsa.

RECENSIONE

Soffice e fluttuante come una piuma e ancora recalcitrante, inquieto e malinconico come ogni incontro con lo sguardo di Alba Rohrwacher.
Vanda, dominata dall’inquietudine interiore, inespressa e gestita da piccole micro follie, è l’anello che tenta di tenere unita la catena.

“Lacci”, ispirato al romanzo di Domenico Starnone, nella semplicità della narrazione di una storia familiare punta alla creazione di strutture collaterali che tessono il quotidiano.
La famiglia, primo agente di socializzazione per un individuo, è sin da subito culla e gabbia del bambino e conseguentemente il riflesso inconscio dell’adulto che sarà.

Luigi Lo Cascio, passivo e imperturbabile padre-marito, scrive la partitura di un dramma pronto a lasciare segni incancellabili.
Capace di soprassedere, evitare e svincolarsi dalle discussioni difficili è altrettanto bravo nello “slacciarsi” da una vita che non vuole più sentirsi addosso.
Con una silenziosa e strisciante svolta abbandona tutto, incurante dello shock emotivo di chi lo circonda: dismette gli abiti che veste a Napoli per iniziare una nuova quotidianità fatta di istinti.

Lidia, Aldo e Vanda

Alba Rohrwacher non molla un millimetro della sua personale lotta alla vita, del suo disegno di serenità, un giuramento fedele a cui Vanda non si assolve per nessun motivo al mondo.
Una donna disposta a rimanere, continuando a presentare ripetutamente un salato ed insanabile conto.

Nella spirale degli eventi la lezione più lucida ci viene consegnata da Lidia, sviscerando l’inconsistenza di Aldo, un uomo incapace di ascoltarsi e di comprendere i suoi sentimenti.
Un banale acuto incantatore di serpenti che, come una goccia cinese, pian piano corrode tutti.

Il lungometraggio dichiara la mancanza di coraggio da parte dei più grandi.
I protagonisti sono genitori inabili nel gestire, lasciare o rimanere attaccati in maniera sana ai lacci che li legano agli affetti. Sono soggetti privi della capacità di riemergere dagli insuccessi e dai fallimenti riservati dalla vita. Sono inadeguati nel rimanere fedeli a progetti che mutano nel tempo, non riuscendo ad assecondare il cambiamento e a tralasciare quell’ego in grado di fagocitarli.

GIUDIZIO FINALE

Daniele Luchetti gioca tecnicamente con il tempo, un metodo fatto di flashback per montare e smontare le lacune di una vita consumata dagli alti e bassi familiari. Un’orchestra di interpreti ben funzionante tra il prima e il dopo, con Laura Morante (Vanda) e Silvio Orlando (Aldo) coerentemente amalgamanti all’intreccio esistente.

Luchetti si serve di un cast straordinariamente variegato e prezioso, ognuno a modo suo lavora per rendere giustizia all’evoluzione dei personaggi.

Giovanna Mezzogiorno e Adriano Giannini sono Anna e Sandro cresciuti, poco tempo sullo schermo per una grande capacità nel sintetizzare la frustrazione di esistenze frastagliate, preda degli umori dei più grandi.

Aldo e Vanda

Prima Starnone e ora Luchetti ci insegnano che l’assenza è dolore ma, ancor di più, lo è una presenza infelice. Così “Lacci” è semplicemente un amore appassito che scorgiamo dalla finestra, dalle porte socchiuse e dagli occhi sofferenti di figli immediatamente adulti e sovrapposti, sin da subito, ai genitori.

VOTO FINALE 7/10

Condividi