The story of life – Enzo Gentile, Roberto Crema | Baldini+Castoldi

The Story Of Life è un ritratto melanconico e fedele degli ultimi giorni di vita di Jimi Hendrix. E’ una ricostruzione con interviste, cronache dei presenti, ricordi di amici, conoscenti e colleghi e racconti dai concerti.

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In The Story Of Life riviviamo la vita del più rinomato artista dell’epoca come se non sapessimo la fine sciagurata della storia.

Gli episodi si susseguono dal giorno alla notte, e dalla notte al giorno, emanando anche le sensazioni provate da Jimi in quegli ultimi, complicatissimi, giorni.

Assistiamo alla macchina stritolatrice dello show business che nulla vede oltre alla produzione sconsiderata di denaro. Neppure lo stato di salute dei suoi generatori di denaro. Li sfrutta fino all’osso, fino alla fine, fino all’ultimo respiro.

Jimi amava suonare la sua chitarra ma avrebbe voluto fermarsi e dedicarsi a se stesso e alla sua musica.

Il marchingegno diabolico però ha i suoi costi, specialmente se da poco hai aperto anche gli ‘Electric Lady Studios’, proprio per assecondare la tua passione. Fermarsi è impossibile, così dice lo show business tramite le persone che muovono il lussuoso e malsano teatrino, e allora i tuoi bisogni devono aspettare, magari per sempre, chi lo sa.

Perché se ti fermi, lo show business ti leva la celebrità e una volta che l’hai conosciuta non ne puoi fare a meno. Specialmente se sei una persona sensibile ed empatica e cerchi un contatto con il tuo amato pubblico.

Questo è successo a Jimi a leggere The Story Of Life. E’ stato travolto da quel successo tanto caro a ogni superstar.

Ognuno viene travolto a modo suo ma i sintomi sono sempre gli stessi. La stanchezza per la routine luccicante ma oppressiva, il bisogno di avere dei ritmi dettati dal proprio stato di salute, una vita regolare e probabilmente anche il desiderio di tornare con i piedi per terra e vivere una vita qualunque. Almeno per un po’.

Già, almeno per un po’. Il problema è che “almeno per un po” nello show business non esiste. O sei dentro o sei fuori. E quando sei fuori, è molto difficile tornare dentro.

Commovente il racconto dell’ultimo concerto di Jimi, ovvero il “Love and Peace Festival” nell’isola di Fehmarn in Germania, nella domenica del 6 settembre 1970. Le parole sono di Otto.

“Faceva freddo e pioveva, con un vento molto pungente. Stava piovendo e lui stava lì, rischiando di rimanere fulminato, ma continuava a suonare incurante di tutto. Non si è allontanato dalla parte anteriore del palco. E’ stato davvero fantastico, davvero.”

The Story Of Life è composto solo da reperti storici che lo rendono un documento unico per capire chi era davvero Jimi Hendrix.

Esce forte l’entusiasmo di Jimi per la musica come messaggera di pace e come sua espressione personale volta a un nuovo stile, una sorta di musica eccelsa elettrica con una super band e con ispirazione anche Strauss e Wagner. Verso la composizione infinita come quei viaggi stellari di cui parlava tanto, soprattutto verso la fine.

Già, la fine.

Si arriva a quelle maledette nove pillole di sonnifero. E si pensa a quello che sarebbe potuto essere e che invece non è stato.

A leggere i progetti di un futuro che non esiste più perché Jimi Hendrix se n’è andato in quel tristissimo 18 settembre del 1970.

Volato via nei suoi sogni più universali. Con un’espressione finalmente distesa in volto, dopo un periodo di atroce tensione che avrebbe esaurito qualunque essere umano.

Quello che resta è una musica unica. Divina, che ci accompagnerà per l’eternità. E un componimento emblematico The Story Of Life appunto, scritto poco prima di morire.

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