Oltre l’inverno – Isabel Allende | Feltrinelli

Ambientato nella moderna e gelida Brooklyn di gennaio, paralizzata dalla bufera, ci presenta i protagonisti: tre vite separate prima di iniziare a mescolarsi

Era un bel po’ che non leggevo un libro di Isabel Allende e Oltre l’Inverno è stato come un tornare ad immergermi in una scrittura che amo molto, densa, ricca, che si appiccica addosso come la melassa e diventa un tutt’uno con le mie nottate.

CSC Edoardo Antonelli

Oltre l’Inverno è ambientato nella moderna e gelida Brooklyn di gennaio, paralizzata dalla bufera, e inizia presentandoci i protagonisti, fino a che le loro tre vite non si  mescolano.

Si intrecciano lente, casuali, arricchite da dettagli che ci fanno conoscere come Lucia, Richard ed Evelyn siano arrivati a ciò che sono oggi.

Lucia è una sessantenne, donna di cultura fuggita dalla dittatura di Pinochet e rifugiatasi in Canada.

Richard è un professore universitario, solitario, con una casa troppo grande e un passato da brividi.

Evelyn è una giovane donna sfuggita dalle grinfie di una banda pericolosissima che le dava la caccia nel suo Paese e che in America ci è arrivata passando atroci momenti, e senza documenti.

Andati smarriti durante il viaggio.

Tutto ha inizio a causa di un banalissimo incidente d’auto. Richard tampona il Suv di Evelyn Ortega, o meglio della signora per cui lavora.

Ma la narrazione si fa interessante e cambia tono non appena Evelyn, disperata, chiede a Richard di aiutarla.

Lui non la comprende bene quando parla, così si rivolge alla vicina cilena Lucia, cui ha affittato il seminterrato.

Quello che scopriranno delle paure di Evelyn li porterà a vivere un’avventura oltre i limiti della legalità, cui mai avrebbero potuto pensare.

Nel frattempo il Paese è ricoperto di neve e la bufera la fa da padrona, rendendo tutto ciò che dovranno mettere in atto davvero complicato.

La Allende, con la sua maestria di scrittrice, intervalla perfettamente capitoli sui tre protagonisti, alle prese con suspense e colpi di scena, ad altri delle loro singole vite precedenti.

Ne viene fuori un bellissimo affresco sull’immigrazione, sulla società moderna, sull’America e su cosa voglia dire essere e sentirsi americani.

Le loro sono tre storie con passati di violenza, paura ed emarginazione.

Ma sono anche tre storie di chi attende il proprio riscatto, di chi nella vita ha sempre cercato di sopravvivere, nonostante la vita.

E comunque Oltre l’Inverno c’è sempre la speranza di una lunga estate, dell’anima.

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