CORONAVIRUS: il nuovo decreto in vigore in tutto il Paese

Sono passate quasi 24 ore dalla conferenza stampa che la sera del 9 marzo ha catalizzato l’attenzione del popolo italiano davanti alla TV.
Poco dopo le 21:00 il premier Antonio Conte ha dichiarato tutto il nostro Paese “zona rossa”, estendendo all’intera penisola il decreto emanato solo un giorno prima (Dpcm 8 marzo 2020).

Storie di campagna

Ma capiamo meglio quali sono le misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 previste dal Dpcm 9 marzo 2020 che vanno a modificare in modo più consistente la quotidianità dei cittadini.

Il nuovo provvedimento vieta ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico, e modifica la lettera d dell’art.1 del Dpcm 8 marzo 2020 relativa agli eventi e alle manifestazioni sportive.

Come riportato dalla lettera a dell’art.1 del Dpcm 8 marzo 2020 ogni spostamento è motivato da quattro specifiche presenti nell’autocertificazione da compilare:

– comprovate esigenze lavorative
– situazioni di necessità
– motivi di salute
– rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Il decreto riporta inoltre le sanzioni per chi sarà sorpreso a non ottemperare gli obblighi.

Secondo le disposizioni che prevedono un’affluenza limitata e nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro sono consentite le attività di ristorazione e bar dalle ore 6:00 alle 18:00 (lettera n dell’art.1 del Dpcm 8 marzo 2020).

Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. La chiusura non è disposta per farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari, sempre rispettando l’utenza contingentata e la distanza di sicurezza (lettera r dell’art.1 del Dpcm 8 marzo 2020).

Sono questi i passaggi più incisivi in rimando al vecchio decreto, ora aggiornanti e validi anche per la metropoli romana e per l’Italia tutta.

Il Presidente del Consiglio ha più volte ricordato e rilanciato l’hashtag #iorestoacasa, anche la Regione Lazio ha dato il via alla campagna social per sensibilizzare i cittadini ad osservare le linee guida, rispettando le limitazioni e riducendo i contatti sociali.

Ricordiamo che è fortemente consigliato a chi presenta affanno e febbre oltre i 37,5° di contattare il proprio medico di base per ulteriori chiarimenti e, senza dubbio, rimanere a casa limitando i contatti.

 

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