Tre incredibili racconti erotici per ragazzi | Massimiliano Parente | La Nave di Teseo

Tre incredibili racconti erotici per ragazzi è un viaggio lampo nelle nostre più dogmatizzate emozioni. Si comincia con uno stalker, si passa per uno slave e si finisce con un toy boy.

CSC Edoardo Antonelli

Massimiliano Parente, coadiuvato dai disegni di Gipi, in cinquanta pagine riscrive quello che per noi è uno scandalo. Già, cos’è uno scandalo per noi?

In “Tre incredibili racconti erotici per ragazzi” abbiamo la raffigurazione della scrittura più pura e libera possibile, dove il possibile è il reale mischiato al punto di vista dello scrittore. Scrittore che appunto vuole trascinarci nei suoi ragionamenti e farci rendere conto che quello che ci scandalizza non è il fatto in sé per sé, ma la percezione che ne abbiamo in base alla diceria comune.

Nel primo racconto c’è uno stalker, definito stalker dalla legge italiana, che cerca di spiegare perché non è uno stalker, ma per la legge italiana non spetta a lui dire chi è stalker oppure no, eppure tenta di spiegare come essendo stato sedotto tramite le proprie ossessioni non sia stato più in grado di resistergli. Ecco, lo fa tramite la visuale contemporanea dell’esposizione sui social.

Prima fate di tutto per ossessionarmi, poi mi punite perché mi ossessiono. Prima mettete online i vostri culi, le vostre tette enormi, le vostre faccine con l’occhiolino, poi bloccate la gente? Non dovrebbe essere reato far soffrire gli altri?”.

In due righe si capisce come la provocazione sia un messaggio potente di Massimiliano Parente, tramite il quale vuole fare riflettere su cosa sia davvero giusto in questo mondo pieno di incoerenze.

Si prosegue con la storia di una persona agiata che si scopre slave, ossia schiavo, qualcuno che ha bisogno di essere dominato. In fondo la vita è la sua e anche se possiede una banca (non una filiale, una banca) ha il diritto di farsi sottomettere nel modo che meglio crede perché chi lo ha detto che la morale debba intromettersi nel privato?

Vorrei precisare che la mia padrona non porta mai scarpe con il tacco alto, a spillo, da padrona, o indumenti sexy, con le borchie, o quei vestiti strizzati di latte fetish. Perché piacciono agli uomini, e se una donna si veste per piacere a un uomo non è una padrona, è una schiava travestita, così dice la mia padrona”.

Infine si conclude con il personaggio del toy boy, non una cosa a parole, no, ma scritta, con regolare contratto per sancire ogni cosa del rapporto di un bravo ragazzo con la propria affabile signora.

In privato la chiamo signora, ma in pubblico devo chiamarla per nome, o anche amore, o anche tesoro. Talvolta posso chiamarla per nome, o amore, o tesoro anche in privato durante l’attività sessuale. Una volta perfino troia, ma perché me lo ha chiesto lei, durante il sesso, altrimenti non mi sarei mai permesso”.

Massimiliano Parente è un personaggio unico come la sua scrittura, un osservatore della vita quotidiana con una grande arte da devolvere al mondo.

Ha la capacità, probabilmente innata, di rendere una storia incredibile grazie al suo ritmo, al suo punto di vista e a quei contorni che solo un grande scrittore sa creare nero su bianco. Ogni parola è al posto giusto e ogni frase ha un senso preciso. E’ talmente perfetto ogni racconto da renderlo anche un valido aiuto per chi studia la “sacra arte del racconto”.

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