Vite sottopelle – AA.VV. | TUGA EDIZIONI

Vite Sottopelle è un invito a riscoprire l’arte del racconto breve. Una delle tante bellezze di questo mondo troppe volte sottovalutata. Se pensiamo a una storia da leggere, pensiamo sempre a un romanzo.

Piada

Ci sfugge che anche il romanzo è una storia come il racconto breve.

Nel racconto breve le emozioni vengono espresse con meno spazio. Le storie sono più veloci e devono avere la capacità di riuscire a conquistare il lettore fino dalla prima riga. In un racconto breve nulla può essere lasciato al caso.

Questo vale anche per il romanzo, per carità, ma nel romanzo ci si può ‘lasciare andare’ con più facilità. E’ questa la vera difficoltà di un racconto breve: non si può pensare in nessun caso di andare oltre i bisogni. Non esistono descrizioni fuori trama o dialoghi autocelebrativi. C’è solo una storia, sincera e schietta, che dall’inizio alla fine deve tenere ‘dentro’ il lettore.

In Vite Sottopelle abbiamo una miriade di storie ben congegnate che si susseguono con gusto.

Ventotto storie che riguardano tutti gli ambiti della vita dell’uomo. Veloci o lente, schizzate o assolutamente sane, dal ritmo battente, a volte martellante, o quiete come una musica classica. Si prosegue nella lettura con piacere, sapendo che alla fine di un racconto, per fortuna, ce ne sarà ancora un altro e un altro e un altro ancora.

Diciamocelo, è questo il bello di una raccolta di racconti: avere tanti finali e tanti nuovi inizi.

Così l’hanno capito i ragazzi di “Reader for blind” che con la loro rivista letteraria si pongono il bellissimo compito di divulgare storie. E l’ha sottoscritto lo staff di Tuga Edizioni che ha inteso la bellezza del progetto letterario.

Vite Sottopelle nasce dall’unione di queste due realtà letterarie e sfocia in un concorso letterario che quest’anno ha avuto a tema “l’identità”.

E dentro questo scrigno, d’identità ce ne sono tante e molto diverse tra loro, tutte belle al punto che non viene la voglia di dire quale sia il racconto che spicca o quale mi abbia colpito di più. Perché in ventotto racconti ce ne sono tanti di gusti per i lettori e non sarò certo io a influenzare la scelta e/o la lettura. Per me, infatti, tutti valgono una citazione.

E quindi vi dirò chi sono gli autori: Stefano Bonazzi, Sando Campani, Daniele Capaccio, Daniela Cicchetta, Serena Ciriello, Luigi De Rosa, Alessia Del Freo, Orazio Di Maria, Emilio Fuggetta, Giovanni Lucchese, Massimiliano Maestrello, Luca Martini, Francesca Mattei, Andrea Mauri, Davide Membrini, Ileana Moriconi, Andrea Paolucci (sì c’è anche il qui umile scrivente), Marco Parlato, Daniele Pasquini, Monica Pezzella, Alessandro Pinci, Elena Ramella, Francesco Spiedo, Giovanni Taverni, Giorgia Tribuiani, Valerio Valentini, Maurizio Vicedomini e Francesca Zenette.

Tutti hanno un perché per essere letti e apprezzati. Ce ne sono per tutti i “palati”. Quindi non resta solo che “accaparrarselo” per cominciare una gustosa lettura.

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