Un anno di passione per gli abitanti della “Valle” di Selva Nera

Impianto fognario, servizio di TPL quasi assente e competenza nella manutenzione stradale: spieghiamo i problemi di un’area “dimentacata” dall’Amministrazione

Abbiamo iniziato (e rischiato anche di concludere) questo 2019 con un disservizio molto importante: la sospensione della linea di TPL 904 nella “Valle” di Selva Nera. Per la Valle è stato un anno catastrofico, caratterizzato da una serie di avvenimenti: 

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  • a Gennaio senza trasporto pubblico (nonostante le riparazioni delle voragini presenti dal mese precedente);
  • a Febbraio la breve chiusura della strada a causa di uno smottamento del terreno di un cantiere privato; 
  • ad Aprile cede un tombino tra Via Gabriella degli Esposti e Via Lidia Bianchi (uno dei punti nevralgici dell’intera zona) a cui seguiranno altri cedimenti durante l’estate che saranno riparati soltanto nel mese di Ottobre ma senza veder ripristinato il 904 prima della fine di Novembre. 
I cartelli apposti sulle fermate di TPL

Lo sanno bene i residenti, lo abbiamo spiegato anche noi  con un articolo sul n. 141 de Il Pungolo ma l’Amministrazione sembra ancora non aver compreso la gravità della situazione. 

Analizziamo nel dettaglio i problemi e le possibilità della Valle.

UN IMPIANTO DATATO

I cedimenti delle strade nell’intera zona hanno quasi sempre una causa comune: un sistema di raccolta delle acque miste datato. Il collettore fognario presente a ridosso del Fosso dell’Acquasona fa parte della “rete dei collettori” costruita in occasione del Giubileo del 2000. 

Ad oggi è evidente come la rete che serve l’intera zona non sia più in grado di gestire la crescita edilizia figlia dello sviluppo dei Piani Particolareggiati. Una “mole di lavoro” troppo grande rispetto a quella prevista vent’anni fa.

Uno dei punti critici è l’incrocio tra Via Gabriella degli Esposti e Via Lidia Bianchi dove, soprattutto in caso di forti piogge, l’impianto fognario non regge e causa lo sversamento di liquami con relativi danni sia ambientali che alla viabilità. Ad ogni malfunzionamento della rete fognaria corrispondono voragini sul manto stradale, cedimenti di tombini o necessità di interventi di ripristino che rendono impossibile il transito dell’unica linea di trasporto pubblico locale che passa per la Valle: la linea 904.

La mappa della “Valle” di Selva Nera

IL TRASPORTO PUBBLICO

Se guardiamo la mappa, contando che ad ogni “rettangolo” corrisponde una abitazione in cui risiedono mediamente almeno quattro famiglie, ci rendiamo conto che non sono proprio pochi. Infatti, la Valle di Selva Nera conta circa mille abitanti di cui una buona parte ragazzi in età scolare ed anziani, che non possono quindi utilizzare autonomamente un mezzo privato per spostarsi. Tale densità abitativa è il motivo per cui è previsto il transito della linea di TPL 904. Il percorso, come indicato dalla mappa qui sopra, prevede che il 904 proveniente da Via della Riserva Grande, entri nella Valle da Largo Ines Bedeschi, prosegua il suo percorso a ferro di cavallo e torni di nuovo a Largo I. Bedeschi.  O almeno così dovrebbe. Basti pensare che in tutto il 2019 il servizio è stato sospeso per circa sette mesi su dodici. Ciò che stupisce è il lungo periodo che trascorre tra la riparazione del danno e la riattivazione del servizio. E’ possibile che la comunicazione tra gli uffici sia così difficile da far trascorrere quasi due mesi per riattivare il transito di un autobus a più di mille cittadini?

Anzi, a dirla tutta, problemi di comunicazione ci sono anche tra Amministrazione e Cittadini, dato l’allarmismo che hanno creato i cartelli posti sulle fermate. Nella foto in alto si vede proprio uno degli avvisi che portava la dicitura “Fermata Soppressa Linea 904”. 

Ora, al cittadino che vede una strada libera da ostacoli ma un cartello sulla fermata con scritto “Fermata Soppressa” proprio accanto a quello della vecchia linea 028 che è stata realmente soppressa, il dubbio non solo viene ma è anche legittimo. Questo per ciò che riguarda la linea 904.

Infatti c’è da sottolineare che il servizio di TPL anche in condizioni di efficienza è in grado di servire solo una parte della Valle. Dopo la chiusura del ponticello pedonale in Via Domenico Rivalta (indicato in marrone sulla mappa in alto), per chi abita “oltre” il Fosso dell’Acquasona, fruire di un servizio come il trasporto pubblico resta ancora un’utopia.

Per questo motivo, più di un anno fa abbiamo cercato di aiutare le istituzioni a concretizzare il progetto di una nuova fermata. L’occasione era perfetta: la fermata sarebbe rientrata tra le opere a scomputo  da realizzare dal  Consorzio Mazzalupetto, in quanto soggetto attuatore del Comparto 4 del PP 10 Palmarola – Selva Candida.

il progetto dell’opera a scomputo: parcheggio con fermata dell’autobus da realizzare in Via Andrea Arditi

In particolare tra le opere a scomputo era prevista solo la realizzazione di un parcheggio che il soggetto attuatore si era offerto di trasformare, in parte, proprio in una nuova fermata per il TPL. Il Municipio votò favorevolmente alla proposta in una Commissione tenutasi ad Ottobre del 2018, ma da allora non se ne sa più nulla. D’altronde, come si può immaginare di realizzare un qualcosa ex novo quando c’è il rischio di perdere addirittura l’unico autobus della zona?

Probabilmente quello che manca all’organo amministrativo, è una visione d’insieme dell’intera “Valle”.

VIA LIDIA BIANCHI

Mentre per la rete fognaria la manutenzione è in carico ad Acea, per ciò che riguarda la strada la situazione è più complessa. Gran parte delle strade della Valle di Selva Nera sono in manutenzione al Municipio XIV, anche se non tutte sono previste pubbliche dallo strumento urbanistico (P.P. 10 Palmarola – Selva Candida).  E’ il caso di Via Domenico Montagnana: la strada nasce come privata ma la manutenzione oggi risulta pubblica, e quindi in capo al Municipio. Fa eccezione, invece, Via Lidia Bianchi, nonostante, in questo caso , la manutenzione sia prevista di competenza pubblica dallo stesso strumento urbanistico.

Un fenomeno singolare al quale è forse giunta l’ora di porre rimedio.

L’iter per l’acquisizione di Via Lidia Bianchi al patrimonio comunale è stato avviato nel 2013 dal nostro attuale Caporedattore, quando ricopriva anche l’incarico di Presidente del Consorzio Selva Candida. Nel 2015, con la Delibera n. 4 del 15 Aprile, si ottenne anche il parere unanime del Consiglio del Municipio XIV. Mancava solo il passaggio in Assemblea Capitolina per l’approvazione definitiva, che non è mai arrivato. L’ultimo documento ufficiale è la mozione n. 30 del 1° Ottobre 2019, approvata all’unanimità dal Consiglio municipale, in cui il Municipio XIV “si impegna a sollecitare la definizione dell’iter di acquisizione della strada al Patrimonio di Roma Capitale”.

Riuscire a concludere questo iter, in corso ormai da 7 anni, non solo ridurrebbe i tempi negli interventi, ma aprirebbe alla possibilità di avere una pianificazione di lungo periodo che magari consenta un intervento più incisivo per la risoluzione dei problemi che abbiamo analizzato. 

In questo modo gli abitanti della Valle di Selva Nera potranno ricominciare a sentirsi parte della città.

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