CASAL SELCE: conclusa la fase di VIA dell’impianto di Compostaggio

La Regione Lazio ha emanato la Determinazione n. G15309, con la quale si dichiara la «compatibilità ambientale del progetto di Realizzazione impianto di produzione compost di qualità da raccolta differenziata rifiuti urbani».

Gabriele Cantarella Ph

Il documento è dello scorso 8 Novembre e vi consigliamo di leggerlo perchè ci sono degli spunti interessanti per comprendere che la scelta dei siti di Casal Selce e Cesano Osteria Nuova non risponde a nessun criterio programmatico generale.

Viene ad esempio ammesso quanto abbiamo sempre sostenuto, ovvero che l’area è stata vincolata (dalla stessa Regione Lazio) come “Paesaggio Agrario di Rilevante Valore e Paesaggio Agrario di Valore”, dove non è possibile realizzare quanto proposto da AMA.

Il passaggio del documento infatti dice che il progetto «presenta una “possibile non puntuale conformità con i disposti dell’art. 24 punto 6 voce 6.1 Paesaggio Agrario di rilevante valore” in cui gli interventi ammessi risultano ristretti alle reti idriche e trasporto energia».

Viene anche affrontato il tema dello smaltimento delle acque, considerato che tutta l’area al di fuori dell’impianto è inserita all’interno del “Piano di gestione del Rischio Alluvioni” e presenta Pericolosità media (P2) e Pericolosità elevata (P3).

Piano di Gestione del Rischio Alluvioni – Mappa della Pericolosità

La soluzione scelta è quella delle autobotti, poiché viene indicato «per le acque di prima pioggia è prevista la raccolta e lo stoccaggio in serbatoio dedicato, dimensionato cautelativamente a 168 m3 rispetto al volume minimo di 138 m3, con smaltimento presso impianti esterni».

Immaginate quindi che, oltre al traffico attuale e a quello dovuto ai mezzi che dovranno entrare ed uscire dall’impianto scaricare i rifiuti, ci saranno anche le autobotti in entrata ed in uscita per raggiungere gli impianti distanti decine di chilometri, dove scaricare le acque.

Infine, riguardo agli aspetti archeologici (considerata la prossimità al sito di Lorium ricco di ritrovamenti e all’asse della Via Aurelia) il sito previsto per l’impianto non è «esente da rischio archeologico per la presenza di limitrofo asse viario antico».

Ad ogni modo i portatori diretti di interesse, ovvero il Borgo Colle Monastero e la Residenza Aurelia, si sono già organizzati per il ricorso al TAR (ci sono 60gg a disposizione) ed anche il Coordinamento dei Comitati sta studiando le modalità di intervento.

Nonostante i buoni propositi e la partecipazione attiva e propositiva dei cittadini, il territorio non è stato ascoltato e l’Ente locale di prossimità non si è neanche degnato di avanzare alcuna proposta di compensazione preliminare.

Niente strade, niente scuole, nessuna riduzione del rischio alluvionale e idrogeologico. Niente. La periferia si prende l’impianto, resta arretrata dal punto di vista dei servizi e, secondo alcuni, dovrebbe anche essere felice.

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Nato a Roma il 26 aprile 1984. Autore di diversi articoli a carattere urbanistico. Da maggio 2011 è il Caporedattore della testata.