CINEMA: 35MM – Tutto il mio folle amore

Torna l’appuntamento con 35MMla rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo “Tutto il mio folle amore” il nuovo film di Gabriele Salvatores.

Gabriele Cantarella Ph

TRAMA

Vincent (Giulio Pranno) è un ragazzo autistico di 16 anni, vive a Trieste con sua madre Elena (Valeria Golino) ed il padre adottivo Mario (Diego Abadantuono). La coppia fa di tutto per dare quotidianamente  al giovane una vita serena.

Vincent e Willy devono raggiungere la Croazia

Una notte si presenta in casa della famiglia il papà biologico di Vincent, che aveva abbandonato lui e sua madre appena scoperta la gravidanza. Elena lo caccia ma Willy (Claudio Santamaria) ed il ragazzo si vedono per qualche secondo e tutto sembra chiaro ad entrambi. Il mattino seguente Vincent sembra sparito: durante la notte si è prontamente nascosto nella macchina del suo vero papà.

Willy, ignaro di tutto, lascia l’Italia alla volta dell’ennesimo concerto. Lo aspetterà una bellissima, profonda e difficile avventura tra i Balcani in compagnia del figlio ritrovato.

RECENSIONE 

“Tutto il mio folle amore” si ispira al romanzo di Fulvio Ervas “Se ti abbraccio non aver paura” che racconta la storia di papà Franco e del suo Andrea.

Il lungometraggio di Salvatores non traspone totalmente la narrazione del romanzo, prende spunto dal forte rapporto di fedeltà tra padre e figlio: ci racconta l’amore viscerale che supera lo spazio e, soprattutto, il tempo

Proprio come il personaggio interpretato da Claudio Santamaria (Willy) veniamo catapultati, inconsapevoli nel mondo del Disturbo dello Spettro Autistico.

Questo papà appena nato è goffo, commette errori, ci sembra quasi insensibile rispetto alla condizione di Vincent. Di tanto in tanto vorremmo redarguirlo e dire lui qualcosa, ma Willy non è in grado di badare a se stesso, come potrebbe mai prendersi cura di un figlio autistico?

Invece no, inaspettatamente, tutto cambia e forse anche troppo velocemente.

Elena e Mario alla ricerca di Vincent

Il primo snodo fondamentale avviene quasi subito, immediatamente ci troviamo in viaggio con loro complici di questa folle avventura.

Un road movie che lascia alle spalle l’Italia e si svolge tra i luoghi selvaggi di Slovenia e Croazia. Una quantità immensa di paesaggi senza tempo si mischiano alla poetica della storia.

Stare con Vincent è complesso, impegnativo e Willy, dopo qualche passaggio fondamentale, capisce di doversi tirare su le maniche per entrare nel mondo di suo figlio. Tutto il mio folle amore è potente, Salvatores senza tanti filtri racconta il ragazzo nelle sue meravigliose sfumature, tra detto e non detto. Claudio Santamaria (Willy) incassa le emozioni del figlio, le rielabora e le restituisce: un flusso continuo di amore speciale, folle, mai provato prima.

Sullo sfondo l’interpretazione di Abatantuono (Mario), commisurato e allo stesso tempo comico, a fianco a Valeria Golino (Elena) anch’essa risolta nel suo ruolo.

GIUDIZIO FINALE 

Se ci proviamo ad estraniare dalla realtà delle cose è una bellissima favola che arricchisce l’animo di Vincent e di Willy. Ciò nonostante ci rendiamo conto del veloce salto che si compie, uno sviluppo repentino del rapporto tra i due ed una e fiducia senza misura da parte dei genitori, preoccupati e alla ricerca del proprio figlio.

Willy e Vincent

Ben venga raccontare e sdoganare mondi come quello di Vincent ma, a tal proposito, è necessario veicolare, seppur trattandosi di cinema, un messaggio chiaro e coerente con la realtà, narrando la dedizione quotidiana di chiunque orbiti attorno alle vite di questi giovani affinché tutto sia migliore.

Giulio Pranno (Vincent) è straordinario, un’interpretazione che tocca l’anima e rende la pellicola delicata e in grado di connetterci con la bellezza e l’amore incondizionato.

Forse l’intento del registra era proprio quello di raccontare con leggerezza consapevole un mondo ignoto a tanti, a cui si può accedere dosando coraggio, comprensione e curiosità verso il prossimo.

VOTO FINALE: 7,5/10

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