Banksy – Andrea Concas | Mondadori

Banksy, di Andrea Concas è il suo nuovo libro ChatBot, dopo quello su Leonardo da Vinci. Un Libro ChatBot è un libro che non finisce quando si è terminata la lettura delle pagine, va oltre, ci si può connettere e continuare ad avere informazioni e contenuti aggiuntivi e risposte con estrema facilità.

Storie di campagna

Naturalmente questo nello specifico parla del graffitaro per antonomasia, il re degli stencil e dell’anonimato (anche se qui qualche indizio per capire chi potrebbe essere c’è, e come!)… Mr. Banksy.

Banksy è un libro interattivo, zeppo di domande interessanti e risposte sulla sua vita, l’ascesa artistica, chi davvero è o potrebbe essere.

Cosa sono le “incursioni” di Banksy?

Perché disegna sempre i “ratti”?

Cosa pensa dei social network?

Ha mai rischiato di essere arrestato?

Qual è la “bomboletta” più strana che ha mai utilizzato?

Dalle domande e da tutte le risposte esce fuori, come in 3D, un profilo estremamente affascinante di questo artista ormai globale.

Lo street artist che coi suoi stencil, l’anonimato e la velocità con cui riesce a creare le opere sui muri del mondo, incanta, avvolge i suoi disegni in un velo di mistero e fa riflettere tutti.

Aggiudicarsi una sua opera sarebbe davvero un colpaccio, e Banksy che col denaro e con il mercato dell’arte ha sempre avuto un rapporto “sui generis”, ogni tanto ha dato la possibilità di fare acquisti su una bancarella, per 60 dollari, di cose da lui create che sul mercato non avevano certo quel valore.

Sembra un uomo davvero bizzarro, non sempre amato dai suoi colleghi, senza troppi fronzoli né limiti mentali autoinflitti.

Affascinante come alcune situazioni che lo riguardano siano state riportate in un modo essendo in realtà il frutto dell’esatto opposto.

Tra le domande del libro:

Chi sono i “Banksy” italiani?

Chi sono i grandi “nemici” di Banksy?

Perché un referendum su un’opera di Banksy?

Ha creato la sua Disneyland?

Perché i suoi graffiti vengono “vandalizzati”?

Cosa c’entra Banksy con The Simpsons?

Tra gli street artist italiani più influenti il libro cita Alice Pasquini, e la mia mente torna a quando avevamo 16 anni e giocavamo insieme a softball, a Piazza Mancini.

Ora ammiro le sue bellissime opere, in giro per Roma e non solo e sono felice che abbia intrapreso questa strada, così possiamo tutti beneficiare della sua espressività artistica, così lieve e suggestiva.

E per chi pensa che gli street artist sono degli “sporca muri”… NO COMMENT.

Condividi