VIA BOCCEA: I lavori non finiscono neanche stavolta

Nonostante l’ampio margine temporale (tre mesi), tale da far scrivere nella stessa D.D. l’eventualità di una «conclusione anticipata dei lavori», il cantiere dell’Allargamento della Via Boccea non è ancora terminato. 
La scadenza era stata fissata lo scorso 29 luglio proprio ad oggi, Mercoledì 30 Ottobre e, salvo miracoli, servirà emanare una nuova determinazione dirigenziale con una nuova scadenza, almeno per la conclusione del tratto iniziale, ancora a senso unico, di Via di Casalotti. 
Dopo sette anni non possiamo ancora scrivere la parola “fine” riguardo quest’opera, indecisi se definirla tragedia o commedia ma, data la reale conclusione imminente, possiamo quantomeno provare a tirare le somme di questo intervento per quanto riguarda la mobilità, la viabilità ed i sottoservizi.
LA VIABILITÀ

L’allargamento della Via Boccea ha portato la realizzazione di una nuova strada, l’attuale Via Hoepli, che in un primo momento ha anche migliorato la viabilità.

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Ma la quantità di nuovi immobili realizzati nei quartieri vicini e la centralità di Via di Casalotti dal punto di vista dell’offerta scolastica, fa sì che vi sia una concentrazione sempre crescente di traffico, soprattutto nelle ore di punta, tale da vanificare il vantaggio iniziale.

Lo spartitraffico tra Via di Selva Candida e Via Boccea

Il grande nodo dell’incrocio tra Via di Selva Candida e Via Boccea poi non è stato sostanzialmente toccato.

Infine abbiamo appreso che lo spartitraffico tra i due sensi di marcia non sarà realizzato, permettendo ancora gli attraversamenti di corsia in entrambi i sensi di marcia, con i conseguenti rallentamenti.

LA MOBILITÀ

Altro aspetto da analizzare è quello riguardante la mobilità. Il vantaggio più grande è sicuramente quello rappresentato dai parcheggi, sia di fronte che di fianco al nuovo supermercato.

Purtroppo però la loro realizzazione non ha nulla a che vedere con il cantiere dell’Allargamento, ma è un’opera direttamente legata alla realizzazione del comprensorio residenziale e commerciale adiacente.

Certo, è un’opera pubblica, ma gestita dal soggetto attuatore fino alla riconsegna nelle mani del Comune di Roma. Ad ogni modo, nel quadro complessivo, i parcheggi permettono una riqualificazione notevole dal punto di vista della mobilità, poiché a beneficiarne saranno, oltre ai clienti ed ai residenti, anche i genitori degli alunni della Boccea 590 ed i fruitori della vicina ASL.

La fermata di Via Boccea senza più pensilina

Per quanto riguarda il Trasporto pubblico locale, si è guadagnato in termini di sicurezza sulla fermata Boccea/Selva Candida direzione centro, con la realizzazione del nuovo marciapiede, ma si è perso (almeno per ora) in termini di qualità dell’attesa sulla fermata Boccea/Casalotti direzione esterna, che non ha più la pensilina.

Per quel che riguarda i marciapiedi, invece, serve fare un discorso più approfondito.

Lo abbiamo detto tante volte e non abbiamo difficoltà ad ammetterlo: la periferia è cresciuta spontaneamente, senza pianificazione, senza regole urbanistiche. Il suo ritardo nel raggiungimento degli standard è naturale.

Il tratto tra Via Caselle Torinese e Via Trecate

Ma quelle rare volte in cui si interviene strutturalmente sulla periferia, non si può non prevedere quegli standard in ogni singolo punto. Ecco perchè è inaccettabile la soluzione dei parapedonali nel tratto di Via Boccea tra Via Trecate e Via Caselle Torinese. Così come è inaccettabile che il marciapiede si interrompa all’altezza del civico 587 di Via Boccea.

Non si può pensare che al territorio vada bene avere un tratto con un marciapiede largo 7 metri ed un tratto dove il marciapiede si interrompe. Possibile che non si riesca ad avere la libertà di muoversi a piedi neanche dopo 7 anni di cantiere?

I SOTTOSERVIZI

Un miglioramento sostanziale, anche in variante rispetto al progetto originale, si avrà senza dubbio dai sottoservizi.

In particolare dalla rete per lo smaltimento delle acque meteoriche realizzata su Via di Casalotti, nel tratto tra Via Boccea e Via Hoepli e nel tratto tra Via di Casalotti e Via Carrù.

Inoltre lo scavo dell’area ha permesso di aggiornare l’intera mappatura dei sottoservizi, che spesso non corrisponde alle carte a disposizione degli uffici tecnici e che genera ritardi, modifiche e a volte anche rotture durante gli interventi.

IN CONCLUSIONE

Tirando le somme, come territorio guadagniamo sottoservizi e parcheggi, ma non abbiamo continuità di mobilità pedonale su tutto l’intervento.

Per quanto riguarda la viabilità invece, augurandoci di sbagliare (e lo capiremo una volta finiti completamente i lavori) da questi 7 anni di cantiere non trarremo alcun giovamento in termini di tempi di percorrenza.

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Nato a Roma il 26 aprile 1984. Autore di diversi articoli a carattere urbanistico. Da maggio 2011 è il Caporedattore della testata.