#RomaDecide: vera opportunità o grande flop?

«Con il Bilancio Partecipativo 2019 di Roma Capitale i cittadini e l’Amministrazione decidono insieme, per la prima volta, come investire 20 milioni di euro su tutto il territorio per la tutela del decoro degli spazi urbani e delle aree verdi».

Gabriele Cantarella Ph

Recita così la pagina sul sito istituzionale di Roma Capitale, dedicata al processo partecipativo del Bilancio.

A primo impatto potrebbe sembrare una buona notizia, ma a nostro avviso non lo è perché:

  • non tiene conto delle priorità delle diverse aree territoriali;
  • l’accesso ai punti informativi “Roma facile” non è lo stesso su tutto il territorio;
  • la differenza di popolazione (dal momento che si tratta di una votazione a maggioranza numerica semplice) mette in una posizione di svantaggio le aree meno popolate;
  • permette all’amministrazione di non assumersi nessuna responsabilità in merito alle priorità di spesa e di intervento, ma delega tale responsabilità a quegli stessi cittadini che gliel’hanno conferita al momento delle elezioni. È il delegato che delega il delegante.

CONSULTAZIONE E DECISIONE

Si badi bene, nessuno critica la consulenza dei cittadini nella ricognizione delle esigenze, delle difficoltà e delle criticità di un territorio anzi, sono spesso proprio loro ad avere il polso delle situazioni nel territorio. Ma si vuole criticare la delega nella scelta di cosa deve essere realizzato prioritariamente e cosa no, soprattutto se la radice della scelta risiede nel mero numero e non nel raggiungimento dell’equità territoriale, dal punto di vista dei servizi.

Facciamo un esempio pratico per restare in tema: di quanti parchi gestiti dalla pubblica amministrazione dispone la città dentro il Grande Raccordo Anulare? Molti. Di quanti ne dispone la periferia? Pochi, in alcuni casi nessuno.

Dov’è maggiore la densità di popolazione, dentro il GRA o fuori? Dentro.

Detto questo, in caso di minima cooperazione fra i cittadini, risulterà molto più semplice ad un progetto presentato dentro il GRA, risultare tra i primi in questa graduatoria, rispetto ad un progetto presentato su un’area fuori dal GRA.

I PUNTI ROMA FACILE

«Se desideri un supporto operativo per la partecipazione, puoi anche recarti presso il Punto Roma Facile più vicino». Così si conclude il comunicato nella pagina di Roma Capitale dedicato al Bilancio Partecipativo.

Ma che cos’è un punto Roma Facile?

È «uno spazio assistito che, previo appuntamento, offre servizi di “facilitazione digitale” con personale qualificato e periodici eventi di approfondimento su tematiche di cultura digitale». Bene e dov’è il punto Roma Facile più vicino nel XIV Municipio? A Santa Maria della Pietà o in Via Pineta Sacchetti, mentre per il XIII Municipio è in Via Aurelia 470. Tolto quello di Via Pineta Sacchetti, all’interno della Biblioteca Casa del Parco (sempre per restare in tema) gli altri due sono all’interno delle sedi municipali, nei due punti più lontani dalla periferia di entrambi i Municipi.

Quindi, se un cittadino di Valle Santa o di Tragliatella, ma anche di Selva Candida o Casalotti avesse necessitato di un “supporto operativo”, poteva ottenerlo a soli 15, 20, o 25 Km da casa. Magari utilizzando il trasporto pubblico.

Una vera comodità.

IL DEFICIT TECNICO

Altro problema della partecipazione aperta a tutti, riguarda l’impiego dell’Ufficio Tecnico, già sottodimensionato, nella valutazione della fattibilità o meno dei progetti presentati.

Già perché non basta volere un’opera e farla votare da tutto il quartiere, ma bisogna anche che l’opera rispetti certi standard preventivi (area pubblica, assenza di vincoli) e successivi (destinazione urbanistica compatibile, dimensionamento come da NTA, ecc.) e che non sia stata già affidata a privati come realizzazione di opera a scomputo o in fase attuativa da parte della pubblica amministrazione.

Una volta evidenziate le criticità dell’esperienza di #RomaDecide, non potevamo in ogni caso non sostenere alcune delle progettualità o delle idee della periferia.

LE PROPOSTE

Per questo abbiamo deciso di sponsorizzare due iniziative: la riqualificazione dell’area giochi Francesco Salerno, in zona Selva Candida, e la realizzazione di un parco pubblico in zona Valle Santa. Del primo ci siamo occupati più volte e, nonostante non sia rientrato tra i più votati, alla fine di Settembre il Servizio Giardini è intervenuto per smontare i vecchi giochi e sembra che ne posizionerà di nuovi per la prossima primavera. Del secondo ce ne occupiamo ormai da diversi anni insieme al Comitato Valle Santa, che ne ha promosso la votazione, nonostante le difficoltà numeriche e tecnologiche descritte poco sopra, grazie alla sua instancabile Presidente: Valentina Moscatelli.

Il Presidente del Comitato Valle Santa (Valentina Moscatelli) e un membro del comitato (Carmelo Arcoraci)

«Abbiamo fatto l’impossibile per raggiungere quello che penso che sia già un grande risultato – ci dice Valentina Moscatelli – abbiamo superato la prima fase, quella in cui servivano tanti voti. In periferia non c’è lo stesso approccio tecnologico della città consolidata. Ma ci siamo impegnati e abbiamo fatto squadra. Ora ci aspetta un’altra battaglia, la seconda fase».

La fase tecnica per il Comitato non era uno step difficile quanto quello di reperire preferenze, perché la progettazione è stata affidata all’Architetto Carmelo Arcoraci che, essendo membro del Comitato Valle Santa, ha prestato gratuitamente la sua professionalità per il raggiungimento di questo obiettivo.

«Vivo in questa zona da circa tre anni, un luogo lontano dal traffico e dall’inquinamento del centro, ma anche privo di servizi essenziali, come ad esempio una guardia medica, un ufficio postale, un  punto aggregativo. Vivendo la zona ho avuto modo di vedere che ci sono parecchi bambini che giocano e molti ragazzi che fanno jogging, il tutto per la strada, con i pericoli annessi. L’altra fascia di età molto importante è costituita dagli anziani, che purtroppo fatta qualche eccezione, rimangono chiusi in casa. Il progetto vuole quindi, arrivare alla realizzazione di un parco dedicato ad uso di tutte le fasce di età. Un Parco Inclusivo, dove tutti possano usufruirne, anche i diversamente abili e trovare un po’ di tempo per il proprio benessere, portando quindi quella serenità e quello svago mentale atto a migliorare la qualità della vita».

La seconda fase di votazione si concluderà il prossimo Lunedì 21 Ottobre. Non fate mancare il vostro supporto.

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