CINEMA: 35MM – Brave ragazze

Torna l’appuntamento con 35MMla rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo “Brave ragazze” il secondo film diretto da Michela Andreozzi.

Storie di campagna

TRAMA

Sono gli anni 80, a Gaeta vivono quattro amiche molto diverse tra loro ma tutte con un problema comune: sono a corto di soldi.

Anna (Ambra Angiolini) è sola e per di più senza lavoro, deve badare a due figli e trovare una soluzione. Chicca (Ilenia Pastorelli) e Caterina (Silvia D’Amico) sono sorelle: due perfetti opposti. La prima irascibile, viene sempre licenziata e ormai in paese non la sopporta più nessuno. Caterina è pacata e assennata, ha tanti sogni da realizzare.

Le ragazze organizzano il colpo

Maria (Serena Rossi) è la classica donna di casa, un’appassionata di musica che ama cantare nel coro della Chiesa. Suo marito è uomo violento che le impedisce di vivere e spesso la picchia.

Troveranno una soluzione molto particolare per provare a risolvere i loro problemi. Le quattro organizzeranno una rapina in banca, travestite da uomini.

RECENSIONE

Michela Andreozzi parte da un fatto realmente accaduto nella Francia degli anni 80.

Una storia che aderisce perfettamente al concetto di potere alle donne o “girl power” che dir si voglia, di cui tanto sentiamo parlare. La Andreozzi, però, prende il buono di questa ondata e della sua pellicola tutta al femminile -che potrebbe sembrare l’ennesimo elogio femminista- e fornisce al pubblico un taglio molto più interessante, positivo e d’insegnamento: la sorellanza.

Anna, Chicca, Caterina e Maria non vogliono fare gli uomini, perché consce che in quella condizione ce la farebbero, ma vogliono conservare il loro essere donne ed intelligentemente sfruttare le loro potenzialità.

Il commissario Giovanni (Luca Argentero) indaga sulla banda

Le protagoniste mettono tutte le carte in tavola per riuscire al meglio nel colpo e pari passo viaggiano anche le potenzialità attoriali delle quattro interpreti, che inevitabilmente confrontiamo.

Ambra Angiolini e Silvia D’Amico sono le più soddisfacenti. I loro personaggi ci raccontano qualcosa, le due sono perfettamente in linea con Anna e Caterina.

Ilenia Pastorelli ha notevoli problemi dialettali, l’interprete di Chicca sembra recitare un personaggio dalle caratteristiche ricorrenti in ogni pellicola a cui prende parte. Proprio come Serena Rossi che, dopo i virtuosismi canori e la solita interpretazione della donna partenopea, non lascia niente di nuovo.

Tutto sommato l’amalgama del gruppo funziona, è eterogeneo e le diverse personalità e sfumature tengono il ritmo della pellicola.

GIUDIZIO FINALE

Qualche dubbio sull’intreccio comincia ad arrivare dopo il primo colpo che le ragazze mettono a segno, sembra di essere entrati in un labirinto e mentre scorre il film ci si domanda quando ne usciremo.

Le ragazze ragionano sul fare un altro colpo

“Brave ragazze” rappresenta due ore di positività tutta al femminile. L’opera seconda della Andreozzi convince, nonostante i problemi, ed ha superato la prova più difficile: quella di banalizzare rendendo a tutti i costi le protagoniste un gruppo di eroine inarrestabili o cadere in cliché scontati, raccontando donne che diventano carri armati per dover necessariamente affermare la parità di genere.

VOTO FINALE: 6,5/10

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