CINEMA: 35MM – C’era una volta a… Hollywood

Torna l’appuntamento con 35MMla rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo “C’era una volta a… Hollywood”, la pellicola numero nove di Quentin Tarantino.

CSC Edoardo Antonelli

TRAMA

Rick Dalton (Leonardo DiCaprio) vive nella dorata Hollywood, è un attore che sta perdendo man mano la fama ed è noto soprattutto per i film Western in televisione.

Accanto alla sua villa da sogno si trasferiscono Roman Polansky, uno dei registi più in voga del momento, con la bellissima moglie Sharon Tate (Margot Robbie).

Rick e Cliff

Rick si sente sempre più inutile e frustrato ma non vuole uscire dal giro, punta alle grandi pellicole. Condivide il quotidiano con il fedele amico-tuttofare, nonché sua controfigura Cliff Booth (Brad Pitt).

Vivranno insieme anche l’avventura cinematografica in Italia ma il loro rientro negli States sarà tutt’altro che tranquillo.

RECENSIONE

Tarantino questa volta prende tutto quello che sa del cinema: teoria, pratica e storia. Un’operazione già compiuta da altri registi, come Fellini e più recentemente Almodovar, quella di inglobare un film nello stesso film, la storia nella storia.

Il racconto del cinema da parte di chi il cinema lo fa incuriosisce, stuzzica e nel contempo crea smarrimento nello spettatore. Una sensazione piacevole che rende il lungometraggio sempre dinamico, una commistione continua tra finzione e realtà.

Il regista, dallo stile inconfondibile, fidelizza il pubblico con i suoi stilemi, le sue ripetizioni. Si attende la scena cult, quella che negli anni tutti impareranno a memoria, gli elementi di rimando alle pellicole precedenti (tra Django Unchained e Bastardi senza gloria), strizzando al contempo l’occhio alla contemporaneità.

Sharon Tate

Tarantino ce la mette tutta per fare bene e si avventura affrontando più filoni di linguaggio; si avvicina e si allontana da se stesso, senza mai snaturarsi, creando un equilibrio piacevole.

In “C’era una volta a… Hollywood” la sua narrativa caratteristica è presente ma, questa volta, è commisurata: dialoghi profondi, articolati e dilatati, violenza e splatter quanto basta, per il sesso solo qualche allusione, l’America del consumismo come sfondo e numerose insegne colorate, tanto cibo e alcool.

La pellicola funziona anche grazie alla straordinaria interpretazione di due attori maturi e consapevoli. Ma c’è ancora lo zampino di Tarantino: DiCaprio (Rick Dalton) e Pitt (Cliff Booth) sono magistralmente guidati dalla sua mano e si vede. Il regista ha tirato fuori il loro meglio, ben fatto!

GIUDIZIO FINALE

Quentin Tarantino nell’ultimo lungometraggio realizza quello che più ama, un intreccio sul metacinema.

Cliff e la hippie Pussycat

Lo fa con passione e con attenzione arrivando ad un finale che ci rende tutti partecipi dell’isterico mondo hollywoodiano. Il film per più di due ore punta a produrre un gran numero stimoli per uno spettatore ormai abituato -dallo stesso regista- ad una risposta: interpretare, elaborare e cogliere dettagli da cui trarre tagli e conclusioni latenti.

VOTO FINALE: 8/10

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