SELVA NERA: La “Valle” di nuovo isolata dal Trasporto Pubblico

Abbiamo quasi perso il conto di quante volte, solo nell’ultimo anno, a causa di rotture dell’impianto fognario o di voragini stradali, il servizio di trasporto pubblico sia stato sospeso per gli abitanti della “Valle” di Selva Nera.

Storie di campagna

I tempi di ripristino dei cedimenti o delle voragini sono sempre lunghissimi e le ragioni le abbiamo spiegate diverse volte, ma le istituzioni continuano a fare orecchie da mercante e a lasciare a piedi studenti e anziani.

Una delle Fermate della Valle di Selva Nera soppresse

Un cittadino esasperato ci scrive per evidenziare le criticità che ormai sono all’ordine del giorno in una zona che, da anni, aspetta un ripristino strutturale dei sottoservizi e l’acquisizione in manutenzione pubblica di Via Lidia Bianchi.

Buongiorno,
Volevo chiedere il vostro aiuto per la situazione che si sta verificando nella rete fognaria a Selva Nera. I tombini della rete primaria della fognatura stanno cedendo. Via Gabriella degli Esposti da circa sei mesi ora ha ceduto un ulteriore tombino, Via Lidia Bianchi interrotta su 3/4 tombini la zona praticamente isolata. La situazione sta degenerando la rete fognaria costruita negli anni ’80 per un gruppo di case non regge lo sviluppo abitativo. La fognatura è troppo piccola e non trattiene la quantità di acqua delle abitazioni e dei forti acquazzoni, spesso in Via Lidia Bianchi che si trova alla fine della discesa, i tombini esplodono e ci troviamo il liquame nei garage.
Inoltre la zona non è più servita dai bus ATAC ed ora che iniziano le scuole e per le persone anziane diventa un bel problema.
Grazie del vostro ascolto.

Sono anni che cerchiamo di risolvere il problema della presa in carico di Via Lidia Bianchi, purtroppo senza successo. Così come da anni sottolineiamo esattamente quanto da te riportato, ovvero che la rete fognaria non è più in grado di sostenere gli apporti (di acque miste), dovuti alle nuove edificazioni e ai cambiamenti climatici.

Giriamo le tue richieste alle istituzioni, augurandoci che possano risolvere il problema prima dell’inizio delle scuole, per non lasciare a piedi gli alunni, già costretti ad alzarzi almeno due ore prima dei loro compagni per raggiungere le scuole medie o superiori, servizi essenziali assenti nella nostra periferia.

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Nato a Roma il 26 aprile 1984. Autore di diversi articoli a carattere urbanistico. Da maggio 2011 è il Caporedattore della testata.