Mai più sola nel bosco – Simona Vinci | Marsilio

Le fiabe con le quali siamo cresciuti, quelle che ci raccontavano da bambini prima di addormentarci, mutano nel tempo e nei contenuti, i loro contorni si tingono di scuro ed ecco Mai Più Sola Nel Bosco.

CSC Edoardo Antonelli

Tutto ha inizio a Budrio, un paesino della Pianura Padana, dove “nel macero si diceva fosse morto un uomo”.

Da qui prende forma la fiaba che narra la storia di una bambina… e di una misteriosa e inquietante creatura.

Per ogni bambino che in un momento della sua infanzia ha cominciato a farsi leggere, e poi a leggere da solo, le Fiabe dei Fratelli Grimm, la lunga strada che dal villaggio porta al bosco, e viceversa, comincia da casa propria, al massimo da casa di nonna e nonno o degli zii, o di qualche parente o amico di famiglia un po’ squinternato.

È quello che fanno i libri, soprattutto se sono capolavori, ma a volte anche se non lo sono: l’importante è quella luce di sbieco sulle pagine, quel senso di meraviglia e di terrore che ti taglia il cuore in due in un pomeriggio d’estate o una domenica mattina d’inverno e lascia la sua cicatrice per il resto della vita“.

Mai Più Sola Nel Bosco di Simona Vinci è un viaggio nei meandri delle nostre paure, quelle provate, quelle superate e quelle che non ci mollano.

Ognuna ha una forma, un colore, un sapore o un odore, e tutte le abbiamo provate, sperimentate sulla propria pelle.

È un libro per chi la paura in qualche modo la ama, ne subisce il fascino, ne fa carburante per il proprio motore.

Avevo paura, e la paura acuiva i miei sensi, mi ammaestrava e mi nutriva.

Ma siccome quella paura non mi era sufficiente, continuavo a tornare alla mia copia tascabile delle Fiabe dei Grimm, consumandone i bordi con le manine unte di pizza, olio e burro, lasciandoci cadere briciole di biscotto e pane che quarant’anni dopo, mummificate, resistono incollate alla carta con una tenacia commovente insieme alle chiazze slabbrate e appiccicaticce di tè, latte al Nesquik e marmellata di fragola che, se ti concentri bene, emanano ancora un debole profumo.

Nessun altro tra i miei libri è ridotto in queste condizioni e nessuno mi è più caro“.

La vita dei personaggi e quella dell’autrice, la realtà e la fantasia, si mescolano come col migliore dei minipimer e ne esce questo intenso ed intrigante libricino che rievoca in ciascuno di noi qualcosa, di bello, di brutto, di risolto o meno ma comunque ci fa un po’ da specchio.

Quando il sole tramontava lasciando una bava di tuorlo squagliato, le voci delle madri ci richiamavano alle case, al recinto protetto dei giardini privati.

Non avremmo mai saputo nient’altro finché non fossimo cresciuti abbastanza da poter rimanere fuori la notte, ma quando fossimo cresciuti, probabilmente avrebbero smesso di interessarci le stesse cose che allora ci sembravano il cuore fondente e misterioso del mondo“.

Mai Più Sola Nel Bosco è un libro a doppia lettura, al suo interno entriamo in contatto diretto con l’autrice e la sua vita e con i Fratelli Grimm e le loro fiabe… e il tutto è più collegato di quanto non si possa immaginare.

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