CASALOTTI: Via Capriglio, il problema c’è e si sente

Lo chiamano inconveniente igienico sanitario, la realtà è che c’è un problema serio riguardo allo smaltimento delle acque nere, legato alle pompe di sollevamento in Via Capriglio.

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Ce ne eravamo occupati nel n. 136  a Gennaio 2018, ma da quel momento in poi nulla è cambiato e la situazione sembra destinata a peggiorare.

L’Associazione Consortile di Recupero Urbano (A.C.R.U.) Colle degli Ulivi, nel lontano 2007, realizza un impianto di sollevamento provvisorio, per permettere l’allaccio in fogna e quindi la richiesta di acqua potabile, ai cittadini legati al territorio.

Provvisorio, in quanto in attesa dell’adeguamento del Collettore del Fosso di Campomorto, progettato nel lontano 2002 ed in fase di attuazione a partire dal prossimo Settembre 2019, da parte del Dipartimento S.I.M.U.

Campomorto
Lo schema delle sezioni del nuovo collettore del Fosso di Campomorto

L’impianto di sollevamento è stato realizzato per permettere lo scarico esclusivo delle acque nere ma, e da qui nasce il problema, nel tempo alcuni cittadini hanno collegato abusivamente all’impianto anche le acque meteoriche.

Tale situazione, nei momenti di pioggia, genera un sovraccarico nel sistema di pompaggio e impedisce la regolare funzionalità dell’impianto stesso, creando problemi igienico sanitari dovuti alla fuoriuscita dei liquami.

Nella riunione tecnica dello scorso 16 Ottobre 2018, insieme alla Direzione Tecnica del Municipio XIII, ad Acea Ato 2 e al Dipartimento P.A.U., si convenne di reperire gli imbocchi in fogna rilasciati dal Municipio legati alle pompe di sollevamento di Via Capriglio, per verificare se oltre alle acque nere fossero state allacciate anche le meteoriche.

Nonostante la relazione tecnica e l’elenco degli imbocchi in fogna fosse stato fornito dall’A.C.R.U., il Municipio non è mai intervenuto per la verifica effettiva della congruità degli allacci e ad oggi il problema non è stato ancora risolto.

Le soluzioni possibili, a nostro avviso, sono soltanto due:

Eliminazione delle acque chiare all’interno dell’impianto di sollevamento;

Modifica della capacità delle pompe di sollevamento, secondo i nuovi contributi di portata legati alla situazione attuale.

La prima soluzione è di stretta competenza degli Uffici Tecnici e Vigili del Municipio Roma XIII e potrebbero richiedere tempi lunghi, se non addirittura lunghissimi, e non definitivi.

La richiesta di intervento al PAU da parte dell’ACRU Colle Degli Ulivi – Prot. QI85854

La seconda soluzione è di competenza del PAU autorizzare l’impegno di spesa per l’adeguamento dell’impianto.

A tal riguardo, l’A.C.R.U. Colle degli Ulivi, in data 16/05/2019 con prot. QI85854, ha richiesto formalmente al Dipartimento P.A.U., l’autorizzazione:

  • all’adeguamento e al ripristino dell’impianto, con nuove pompe idonee a liquidi non solo di acque nere, ma anche di acque bianche;
  • alla stipula di un contratto di manutenzione ordinaria annuale, dopo il ripristino dell’impianto, in attesa della realizzazione dell’adeguamento del Fosso di Campomorto;
  • alla bonifica dell’area circostante, inquinata da anni, per scongiurare ulteriori rischi igienico sanitari.

Tale autorizzazione, ad oggi, non è stata ancora rilasciata da parte del Dipartimento P.A.U., unico Ente competente al rilascio dell’impegno di spesa per interventi legati ad opere realizzate a scomputo degli oneri concessori dalle Associazioni Consortili di Recupero Urbano.

Se il PAU non autorizza, i lavori non si possono eseguire.

E il problema resta!

A qualcuno piace traccheggiare per non autorizzare.

All’ACRU Colle degli Ulivi, questi giochetti sulla pelle dei cittadini non piacciono!

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