L’Alveare ed il concetto di piazza nel mondo del web

Nel 2011 in Francia nasce un progetto che vuole ridare vita alla piazza, ma sfruttando la comunicazione e lo scambio online. L’iniziativa prende piede in altri paesi europei sino a giungere anche in Italia e nel 2015, a Torino, nasce il primo “Alveare che dice sì”.

Il progetto prende piede anche nel nostro paese, arrivando fino a Roma e, da pochi giorni, anche nel nostro territorio.

Ma di cosa si tratta  e cosa si intende con il concetto di “piazza”?

Ce lo spiega Irene Pochesci, la fondatrice dell’Alveare nel quartiere di Ottavia, inaugurato lo scorso 3 Aprile.

IL CONCETTO DI ALVEARE

«Lavoro nel campo commerciale degli alimenti ed un giorno sono venuta a conoscenza di questa realtà. Sono una persona molto attenta all’alimentazione e, prima di tutto, alla provenienza di quello che mangio. Così ho trovato nell’Alveare la quadra delle mie esigenze: cibo controllato, scelto da me e pratico da reperire. Il fulcro è la filiera corta e selezionata. È un sistema che vive e si snoda online.»

Sulla piattaforma sono presenti una serie di produttori, vagliati e selezionati dal gestore dell’Alveare, che si impegna a verificare alcuni requisiti, come la distanza per la consegna dei prodotti, che il progetto consente fino 35 km, proprio per ottimizzare la filiera corta e portare avanti il concetto delle specialità territoriali.

Nel caso dell’ “Alveare 8ttavia” la responsabile è proprio Irene che si reca sul posto per conoscere i produttori da inserire nella piattaforma.

Dall’altra parte ci sono i privati cittadini che, con una registrazione semplicissima, possono procedere con la loro spesa senza limitazioni di acquisto.

Lo shopping è possibile tutta la settimana e si ferma il lunedì a mezzanotte. La consegna è invece il mercoledì dalle 18 alle 19 presso il Bar della Gioia, vicino al Centro Commerciale Gulliver. Qui si ha la possibilità di ritirare la spesa fatta e di incontrare i produttori da cui si sono acquistati gli alimenti. Ed ecco che si traspone dal vivo il concetto di piazza: quel mercato che nasce sul web si condensa nella giornata scelta per il ritiro.

Tutto quello che l’utente ha visualizzato online nei giorni precedenti ora lo può toccare con mano e conoscere chi c’è dall’altra parte. Anche tra gli stessi cittadini della rete, il giorno del ritiro merce, può tramutarsi in un’occasione di scambio.

IL VALORE SOCIALE

C’è ancora molto scetticismo da parte delle persone nel comperare i prodotti online. Da una parte la competenza e l’uso consapevole del web scarseggia, dall’altra l’acquisto dei generi alimentari via internet risulta un processo poco tangibile ed i potenziali clienti non si fidano fino in fondo.

Questo progetto si rivolge a chi non riesce a recarsi quotidianamente al mercato per reperire prodotti genuini e poter fare la spesa in base alla stagionalità. Con l’Alveare potrà scegliere personalmente verdura, frutta, carne, uova, latticini, pane, miele, birra, vino, farine, marmellate, tisane, legumi e tanto altro ritirandolo proprio dalle mani del produttore.

In questo modo il giorno in cui le due parti si incontrano ci sarà la possibilità di conoscere i tempi anche per i futuri generi alimentari che il produttore proporrà.

“L’Alveare che dice sì” non punta o pretende di educare a tutti i costi il cittadino ad una spesa consapevole che rispetti la filiera corta, ma intanto a conquistare e fidelizzare quell’utenza già sensibile a tali tematiche che, tramite questa piattaforma, possono raggiungere i loro obiettivi di sostenibilità ambientale e qualità nonostante il poco tempo a disposizione.

Buona spesa a tutti!

Condividi