CINEMA: 35MM – Il Campione

Torna l’appuntamento con 35MMla rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo “Il Campione” con la regia di Leonardo D’Agostino.

TRAMA

Christian Ferro (Andrea Carpenzano) è un campione di calcio, giovane quanto scapestrato, in un mondo pieno di soldi e lustrini molte volte commette degli errori. La società per cui gioca, oltre a pagarlo profumatamente, si preoccupa della sua immagine. Christian deve rigare dritto e diplomarsi: cercano per lui qualcuno che lo educhi e che lo faccia studiare. Dopo una lunga selezione, quasi per caso, scelgono Valerio (Stefano Accorsi).

Christian Ferro in campo

Così inizia la loro avventura, da cui sorgeranno non pochi problemi ma che spesso farà bene alla vita di entrambi.

RECENSIONE

“Il Campione” è una pellicola che non presenta nulla di particolarmente incisivo nella narrazione. E’ una storia che parla di formazione, di tenacia nello sport in parallelo alla vita. Numerosi coni d’ombra raccontano la disperazione prima di Christian poi di Valerio, incorniciano una storia che non perde mai ritmo.

Insomma l’intreccio non brilla di contenuti innovativi ma il film è attualissimo e straordinariamente in linea con i suoi produttori Rovere e Sibilia, i porta bandiera del nuovo buon cinema italiano.

I tempi sono serrati e appena ci accorgiamo che il tono si sta per abbassare ecco che la situazione cambia di nuovo, donando alla pellicola nuovi spunti.

Valerio tenta di far studiare Christian

Il lungometraggio racconta una realtà e una passione calcistica tutta italiana, la venerazione, la stima ed il rispetto per il campione. Andrea Carpenzano centra tutti gli obiettivi: la fisicità e l’atteggiamento rendono Christian autentico, al punto da immaginarlo veramente giocare nella serie A.

Stefano Accorsi non perde occasione per dimostrare quando sia profondo lo studio sul personaggio che interpreta. Valerio Fioretti ha il sapore del classico professore che filosofeggia, squattrinato e pieno di pensieri. Accorsi comunica tutto ciò e lo fa con lo sguardo assorto e con l’atteggiamento remissivo di un uomo che aspetta sempre dietro, sempre all’angolo e in disparte.

GIUDIZIO FINALE

I perni principali de “Il Campione” sono assolutamente convincenti, la regia è dinamica e le colonne sonore non sono lasciate al caso. Tanti accorgimenti stilistici lo rendono un film ben fatto, purtroppo la parte più carente sembra essere la scrittura.

Valerio e Christian

Nessun colpo di scena, nessun risvolto inaspettato: tutto molto lineare ma, in compenso, ritmato dai numerosi altri elementi positivi che contribuiscono a dar vita alla pellicola.

 

VOTO FINALE: 7/10

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