CINEMA: 35 MM – Momenti di trascurabile felicità

Torna l’appuntamento con 35MMla rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo “Momenti di trascurabile felicità” con la regia di Daniele Lucchetti.

Storie di campagna

TRAMA

Paolo (Pif) muore in un incidente in motorino, nell’incrocio dove passava tutti i giorni. Arrivato nell’aldilà scopre che, a causa di un errore, può tornare sulla terra per un’ora e trentadue minuti.

Paolo arriva nell’aldilà

Pieno di pensieri e di voglia di fare torna dalla sua famiglia per recuperare affannosamente alcuni istanti di quotidianità che ha tralasciato e sottovalutato. Tutto questo accompagnato da un angelo (Renato Carpentieri), pronto man mano a ricordargli quanto tempo resta.

RECENSIONE

Una sfida tutta nuova per Pif: questa volta deve interpretare l’uomo comune soggetto alle sue debolezze e alla routine che, però, si ritrova a fare i conti con la coscienza, sbattendo il muso contro la realtà.

Così torniamo sulla terra insieme a Paolo, spaesato, tutto forchè dinamico, che cerca di recuperare qualche briciolo della sua esistenza ed affettività famigliare.

Lucchetti ci prova a movimentare in qualche modo il racconto ma i momenti in cui viviamo realmente la precarietà del tempo che scorre sono pochi, dimentichiamo quasi subito il fatto che Paolo abbia solo 92 minuti.

Comincia questa narrazione dove si mescolano in modo nebuloso ricordi e realtà, così ci domandiamo cosa debba realmente emergere da questa serie di flashback. Certamente questo gioco tra passato e presente funziona poco e provoca straniamento nello spettatore.

Pif, seppur interpreti un personaggio lontano dai suoi schemi, si rivela avere sempre lo stesso taglio attoriale. Paolo subisce passivamente la vita e pare che nulla lo riguardi.

Non sembra essere niente di nuovo per l’attore siciliano che non ha difficoltà ad entrare nel personaggio.

Ciò nonostante il film procede e Agata (Thony), la moglie di Poalo, è una spalla fortissima che bilancia la sin troppa remissività di Pif.

La pellicola risulta garbata ed in ogni caso pronta a farci riflettere sulle debolezze, le fissazioni e le dimenticanze umane.

GIUDIZIO FINALE

Il film nella sua totalità ha un taglio poetico, ci immerge deliziosamente e concretamente in quei momenti di trascurabile felicità.

Paolo con i suoi figli

Si sorride di fronte alle banali riscoperte di Paolo e forse è proprio questa la forza della pellicola: creare un ponte con lo spettatore grazie alle cose semplici, alle cose vere.

VOTO FINALE: 6,5/10

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