Basquiat About Life – Gabriele Benefico e Fabrizio Liuzzi | NPE

Sono incappata nella figura artistica e umana di Jean Michel Basquiat un bel po’ di anni fa, rimanendone subito affascinata. Questo giovane, fragile, con un talento dissacrante che con la sua arte cercò di esprimersi ed uscire da ciò che lo rendeva se stesso.

autoricambi palmarola

Che si fece notare vendendo cartoline da lui disegnate. Che frequentò artisti come il re della pop-art Warhol, Keith Haring, Madonna e tutti quelli che all’epoca, parliamo degli anni ’80, gravitavano intorno a la Factory.

Circa due anni fa ad una sua mostra a Roma ho portato mio figlio, quasi come si fa con un esperimento. Di Arte classica ne ha vista già a volontà, anche se non basta mai, aveva già visitato mostre d’impatto emotivo com’è sicuramente stata quella del fotografo visionario David La Chapelle.

Ma quando è entrato al Chiostro del Bramante e si è trovato davanti le prime opere di Basquiat, con le sue cuffiette ha iniziato solitario a vagare per la galleria, come rapito.

Ciò che Basquiat trasmette, l’impeto e la forza con cui arriva, per me non ha eguali.

Questo fumetto ci racconta l’ultimo onirico viaggio del giovane Jean Michel, il momento in cui iniettatosi l’ultima fatale dose rivive episodi e frammenti della sua vita. Scorre tra gli incontri importanti, momenti tristi come quello in cui viene a conoscenza della morte dell’amico Warhol, i vernissage, lo sconforto e la solitudine.

Incontra la madre che gli ha trasmesso l’amore per l’arte, l’amico col quale ha iniziato firmandosi insieme SAMO, la droga. Pezzi della sua breve e sicuramente molto intensa vita che si è spenta all’età di soli ventisette anni a new York il 12 agosto del 1988.

“Samo is dead”

I disegni di Basquiat About Life sono degni di ciò che raccontano. Tutto all’interno di queste pagine parla di lui e non solo perché è il soggetto della narrazione. Nulla stona, è tutto come se lui fosse lì a raccontarlo.

Basquiat About Life è un bellissimo modo per riviverlo, ricordarlo e farsi tornare la voglia di andare a vedere la sua prossima mostra.

Di questo genio che velocissimo ha scalato le vette del mondo dell’arte e ancor più velocemente se ne è andato.

Per fortuna, azzardo, ci ha lasciato quanto basta per continuare ad amarlo.

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