CINEMA: 35MM – Domani è un altro giorno

Torna l’appuntamento con 35MMla rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo “Domani è un altro giorno” con la regia di Simone Spada.

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TRAMA

Tommaso (Valerio Mastandrea) torna dal Canada per passare quattro giorni con Giuliano (Marco Giallini), il suo amico storico che vive con l’inseparabile cane Pato. Seppur terrorizzato dall’aereo compie questo viaggio così importante perché Giuliano ha un forte bisogno di lui.

Giuliano e Tommaso

Quell’amico un po’ pazzo e scapestrato ha scoperto che ormai la sua malattia è incurabile e così decide di abbandonare ogni tipo di cura, vivendo alla giornata e mettendosi totalmente di fronte alla dura realtà.

RECENSIONE

Una coppia senza dubbio ben amalgamata quella di Giallini (Giuliano) e Mastandrea (Tommaso): sono perfettamente aderenti ai personaggi che interpretano. E’ sorprendente come le pellicole di cui Marco Giallini è il protagonista si modellino su di lui.

L’interprete romano è in grado di far assumere al personaggio, ogni volta dai tratti ben delineati, le sue personali caratteristiche: è come se intimamente i personaggi fossero sempre nuove facce dello stesso Giallini.

Certamente, questa volta, la prova non era facile: comunicare un forte rapporto d’amicizia amaramente incorniciato dalla caducità della vita. In questa occasione la pacata, morigerata e a tratti remissiva interpretazione di Mastandrea è stata fondamentale.

Il suo Tommaso è una figura indispensabile per Giuliano. I due si bilanciano e bilanciano i coni di luce ed ombra che si alternano nell’intreccio.

Giuliano si fa leggere le carte

Mentre la pellicola scorre, tra le gag e le risate, il tema centrale torna sempre a palesarsi. Giuliano, spesso cinico e disincantato, ritorna sulla terra con l’aiuto di Tommaso che, con i suoi silenzi, tira fuori tutto il buono di un uomo da sempre confuso e confusionario.

“Domani è un altro giorno” è semplicemente raccontato in modo lineare con dialoghi essenziali ed una costruzione dal linguaggio asciutto. Senza colpi di scena e momenti di alta tensione il lungometraggio ci accompagna in quattro giorni carichi di sentimenti ed emozioni profonde.

Anche la fotografia pulita e limpida è pronta a comunicare l’autenticità di questo racconto.

GIUDIZIO FINALE

Dai film ci aspettiamo sempre l’effetto sorpresa, un qualcosa che ci sconvolga ma questa volta no, non ce n’è bisogno.

Forse il colpo di scena, o meglio la lezione più grande, il film la riserva alla fine: donando tutta la tenerezza ed il sentimento di cui la pellicola, fortunatamente, non ha mai abusato.

Giuliano tenta di affidare Pato

Il racconto è piacevole e la trattazione di temi così delicati in una chiave lucida e realistica è  senza dubbio una lezione per tutti.

VOTO FINALE: 7/10

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