Le Voci dell’Acqua – Tiziano Sclavi / Werther dell’Edera | Feltrinelli Comics

Le Voci Dell’Acqua è la prima schizofrenica graphic novel del genio padre/creatore di Dylan Dog. Quando ho saputo che era uscita una graphic novel a sua firma non ho esitato a chiederla, rimanendo in trepidante attesa dell’arrivo, molto più di quando aspetto un pacco da Amazon.

Non c’è confronto.

Ciò che ne è uscito è un’opera che racchiude tematiche conosciute a Sclavi come i mostri, la follia, l’umanità tutta in bilico sul ciglio di uno strapiombo profondo e buio. Ma raccontato in modo diverso dal solito.

Il disegnatore che da vita ai pensieri soffocanti di Sclavi è il mitico Werther Dell’Edera.

Le atmosfere che Dell’Edera crea sono quelle tetre e in bianco e nero carico di emotività, che ben accompagnano Stavros, il protagonista. Stavros è un uomo che al contatto fisico con l’acqua sente le voci.

Come se l’acqua facesse da conduttore tra lui e forse chi gli sta intorno, l’umanità tutta, l’aldilà o la follia della sua mente. Stavros ne è preoccupato e le voci lo accompagnano durante l’intero racconto, la pioggia è costante.

Le Voci dell’Acqua è diviso per episodi e la narrazione scorre veloce tra dramma, umorismo nero e inquietudine. Tutto ciò è coinvolgente, per me, almeno quanto un albo di quelli belli di Dylan Dog.

Non è una di quelle cose che si raccontano, di cui si spiega, che si cerca di sviscerare. Niente di razionale vi è racchiuso.

Trovo più corretto consigliarlo come graphic novel assolutamente da leggere e avere nella propria libreria, con la speranza che Sclavi sia solo all’inizio di questa nuova avventura.

Ma questo è solo il mio pensiero, e io lo adoro!

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