SELVA CANDIDA: Chiusa anche Riserva Grande per un albero pericolante

Il vento di quest’ultimo weekend ha messo di nuovo a dura prova la viabilità capitolina, soprattutto quella della periferia, che ne è nuovamente uscita male, fra chiusure ed incidenti.

Storie di campagna

Le chiusure hanno riguardato Via Casal del Marmo, Via del Forno Saraceno e, questa mattina, anche Via della Riserva Grande.

Le cause principali sono sempre da imputare alle alberature che, spesso abbandonate all’incuria, cedono sul terreno ed in alcuni casi rischiano di ferire automobilisti o passanti.

Fino ad oggi, grazie all’impegno del Comitato Valle Santa, si è riusciti ad ottenere un solo intervento lungo la Via Boccea che in ogni caso non ha risolto il problema, ma lo ha solo ridimensionato.

E ad ogni richiesta di manutenzione in questi anni, indipendentemente dalle amministrazioni al governo del territorio, ci siamo sempre sentiti rispondere «Non ci sono i Fondi».

Ma è sempre la Pubblica Amministrazione che deve intervenire?

No, anzi, in periferia difficilmente la competenza è della Pubblica amministrazione, perchè spesso non sono di proprietà pubblica neanche le strade.

E quindi cosa c’entra la mancanza di fondi? Nulla, è solo mancanza di volontà di imporre ai proprietari dei terreni dove insistono le alberature, quello che i Regolamenti già prevedono.

Per le alberature ricadenti in proprietà privata, ad esempio, si applica il “Regolamento comunale dei rifiuti” (Deliberazione n. 105/2005) che all’Art. 38 prevede che:«I luoghi di uso comune dei fabbricati, le strade private o consortili, nonché le aree scoperte private, recintate e non, devono essere tenuti puliti a cura dei rispettivi conduttori, amministratori, o proprietari. In particolare, devono essere mantenute le siepi e le alberature prospicienti le aree pubbliche nel rispetto delle norme contenute nel c.c.».

Dietro ad un crollo di un albero in una proprietà privata, che poi obbliga alla chiusura della strada e ad ulteriori disagi per la collettività, oltre al concreto pericolo, non c’è quindi una mancanza di fondi, ma una mancanza di controllo da parte della Pubblica Amministrazione, che può intimare, anche con un “intervento in danno”, il rispetto delle regole.

Condividi