CINEMA: 35MM – Non ci resta che il crimine

Torna l’appuntamento con 35MMla rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo “Non ci resta che il crimine” di Massimiliano Bruno.

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TRAMA

Moreno (Marco Giallini), Sebastiano (Alessandro Gassmann) e Giuseppe (Gianmarco Tognazzi) sono tre amici che per sbarcare il lunario inventano un tour che ripercorre a Roma i luoghi della famigerata “Banda della Magliana”.

Mentre si adoperano in questa nuova avventura rincontrano un amico di vecchia data: Gianfranco (Massimiliano Bruno), il secchione che bullizzavano alle scuole medie.

Giuseppe, Moreno e Sebastiano

Poco dopo, in un bar succede qualcosa di strano: attraversando un singolare passaggio si vedono catapultati in un ambiente tutto nuovo. Improvvisamente sono nel 1982 e da lì a poco le loro vite si incroceranno realmente con la banda criminale più famosa della capitale.

RECENSIONE

Il nuovo esperimento di Massimiliano Bruno non convince sin da subito. Niente di nuovo, tutto già visto, a partire dal perno principale della vicenda: la “La banda”, ormai declinata in ogni modo. Bruno tenta di darle un taglio nuovo dando vita ad una visione comica dei famosi criminali romani ma nulla, questa nuova veste non trascina nessuno.

Certamente in “Non ci resta che il crimine” di tanto in tanto si sorride, Marco Giallini è un affaticato conduttore che sembra rincorrere sempre il momento.

Renatino

Il regista, poco ambizioso anche nella scelta del cast, ripropone interpreti già settati tra loro: vedi Gassmann e Giallini.

Il ritmo della pellicola in molti momenti è sostenuto ma l’intreccio non convince mai fino in fondo, la sensazione è quella che una serie di eventi organizzati al fine di creare un concentrato di situazioni. Il risultato è una centrifuga di casualità che stordisce lo spettatore.

Tante citazioni e rimandi a classici del passato la rendono una pellicola che non trova mai la sua quadra, rimanendo sul filo della commedia, sin troppo leggera e senza una reale identità.

GIUDIZIO FINALE

Ci domandiamo perché Massimiliano Bruno dopo tante prove positive questa volta abbia arrancato. Il cast, seppur di poca sperimentazione, era notevole ma poco convincente nel concreto.

Sebastiano, Sabrina, Moreno e Giuseppe

Il risultato? Un mix di scene meccaniche che manca spesso e volentieri di un frame in grado di incorniciare i passaggi chiave.

VOTO FINALE: 4,5/10

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