OTTAVIA: Giovanni De Carolis, un campione tra la gente

Un ospite, ma prima di tutto un atleta Giovanni De Carolis, classe 1984, campione mondiale WBC dei pesi supermedi nel 2016, ha tenuto un allenamento speciale alla 7Fit di Ottavia, lo scorso 2 Febbraio.

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C’erano tanti giovani impazienti di chiedere qualche consiglio e di farsi guidare nella lezione da questo sportivo dalla straordinaria professionalità, caratterizzato da un’educazione e una gentilezza non più così scontate.

Si è raccontato per noi, dai primi anni dell’amore per questo sport, sino alla voglia di incontrare la gente per trasmettere la sua passione.

Ho notato che sei molto disponibile con i giovani che ti fanno domande, oppure ti fermano soltanto per una foto o un autografo.

In realtà la cosa mi fa profondamente piacere e poi mi torna sempre in mente quando ero giovane, cercavo anche io conferme e domandavo sempre. Mi sento in dovere ma nello stesso tempo mi piace essere così disponibile. È vero che spesso la gente non se lo aspetta, oppure si aspetta un atteggiamento di chiusura, invece a me piace parlare con i ragazzi, specialmente se noto che qualcuno è più titubante. Non è semplice interagire ma un professionista ha il dovere di divulgare determinati messaggi.

Sei stato anche tu un giovane atleta, com’è stato l’approccio con questo sport?

Quando ero ragazzino correvo veloce, ne ho fatti tanti di sport e a 16 anni giocavo a calcio in una piccola squadra. Con questo guadagnavo bene ma facevo anche il cameriere, insomma mi davo da fare. Ad un certo punto mi sono reso conto che volevo aumentare la mia fisicità, così mi iscrissi ad una palestra in zona Garbatella. Un giorno, mentre ero lì, vidi che in una saletta stavano facendo un allenamento di pugilato, un pugilato amatoriale. Quella dinamicità, quei circuiti e quelle cose che prima di allora non avevo mai visto, mi fecero incuriosire.

Giovanni De Carolis Campione del Mondo Supermedi WBC 2016

I ragazzi passano tante ore sul web e fanno sempre meno movimento. Pensi che per loro sia diventato più importante essere famosi subito, piuttosto che raggiungere un risultato meritato?

I ragazzi mi scrivono tanto ed io rispondo sempre. Internet ti dice che devi diventare forte, fortissimo e che questo debba essere facile. Pensano che “atleta” corrisponda a fama e ricchezza, ma si scordano tutto quello che uno sportivo ha fatto per arrivare fin lì. Io faccio questo sport da 17 anni ed ho superato tante fasi nella mia carriera. A 23 anni mi dissero addirittura di smettere. Ci sono una serie di cose da dover affrontare, esami fisici e mentali. Mi sono sempre focalizzato su di un risultato che dovesse far stare bene me. Ho un’indole timidissima ma questo sport mi ha fatto conoscere me stesso.

Arriva un momento in cui i giovani smettono con lo sport, cosa ne pensi?

Il mio primo avversario sono stato io, i ragazzi di oggi invece sembra che abbiano poca considerazione di loro stessi. L’essere pieni di stimoli social ti fa guardare tutta l’offerta che hai ma poi finisce lì, non c’è introspezione. Invece lo sport è proprio questo: mettersi davanti allo specchio, capire le proprie potenzialità e svilupparle. Forse solo chi ha un po’ più di sensibilità si mette in gioco ma, nell’epoca in cui viviamo, arriva a chiedersi se ne valga veramente la pena e se questo sforzo serva a qualcosa.

In un fase della tua vita hai detto di aver fatto tantissime cose per portare avanti il pugilato e nello stesso tempo guadagnare qualcosa in più. Com’è stato quel periodo?

Facevo miliardi di cose, tanti lavori con orari difficili, e questo era anche sintomo di una mia insicurezza. A 23 anni ho avuto la mia prima figlia ed ho dovuto fare una scelta, così mi sono concentrato completamente sul pugilato.

Sono andato a vivere lontano perché le case costavano meno ed in quell’anno sono diventato professionista. Un anno dopo ho aperto la mia prima palestra: avevo fatto un grande salto, ho preso un prestito personale ed iniziato questa avventura. Mi sono buttato tanto, forse troppo, oggi non so se saprei dire di sì a mio figlio se mi proponesse una cosa del genere.

Giovanni De Carolis mentre impartisce consigli agli atleti della 7Fit

Come hai creato una rete forte di persone che ti seguono e che hanno fiducia in te, nei tuoi insegnamenti?

Ho aperto la mia palestra in un piccolo centro, lontano dalla grande città, un luogo dove il pugilato era visto alla “Rocky”. Ho cercato di puntare tutto sul rapporto con la gente, cercavo e cerco ancora la “chimica” tra allievo ed allenatore.

In poco tempo ho avuto un bel seguito in quel paese, tanto che dai centri vicini venivano per allenarsi con me. Ho sempre cucito un abito su misura per chi veniva alle mie lezioni, partendo prima di tutto dallo stile di vita e dall’alimentazione.

Oggi un po’ di cose sono cambiate, ora sei un campione del mondo di pugilato e negli anni ti sei reinventato, che bilancio fai?

Forse devo ringraziare le persone che negli anni ho incontrato, che mi sono state vicino. Anche la mia compagna ha sempre amato il fitness, i sacrifici sono stati tanti e da quella piccola palestra che avevamo adesso abbiamo una struttura molto più grande.

Non sono stati anni facili, ci sono stati momenti complicati dove proprio la tenacia che usavo per affrontare questo sport mi aiutava anche nel quotidiano.

La vincita del titolo mondiale è stata letteralmente un frullatore di eventi. Il coronamento di una carriera ed un insieme di emozioni che mi auguro possano provare un giorno tutti questi ragazzi che quotidianamente si allenano e continuano, come me, ad amare questo sport.

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