MUNICIPIO XIV: nuove antenne a La Storta e Selva Candida

Lo scorso 18 gennaio, la Direzione Tecnica del Municipio ha pubblicato l’avviso di richiesta di istallazione di due antenne per Stazioni Radio Base, nei quartieri di La Storta e Selva Candida.

CSC Edoardo Antonelli

Le richieste di nuove istallazioni sono relative alle compagnie telefoniche ILIAD e VODAFONE, rispettivamente per Via della Storta n.885 e Via Spineda n.11.

La procedura autorizzativa è stabilita dall’art. 11 della Delibera A.C. n. 26 del 14 maggio 2015, la quale prevede che l’autorizzazione per “l’installazione e la modifica delle caratteristiche di emissione degli impianti radioelettrici, e in particolare l’installazione di stazioni Radio Base per reti di comunicazioni elettroniche mobili GSM/UMTS/LTE” deve essere concessa da Roma Capitale.

La delibera n. 26/2015 approva le modifiche e le integrazioni al Regolamento quadro del 2013 per “la localizzazione, l’installazione e la modifica degli impianti radioelettrici, di telefonia mobile e di comunicazione elettronica wireless operanti nell’intervallo di frequenza tra 100KHz e 300GHz”.

Per quel che riguarda la periferia, il Municipio XIV ha le storiche antenne in Via Spineda 4 (Wind3), Via Rezzato 128 (Wind3) e Via della Lucchina 96 (Tim). Evidentemente la richiesta, nel corso degli anni, è aumentata.

Nell’era della digitalizzazione, in cui le comunicazioni si svolgono quasi esclusivamente in via telematica, era prevedibile un aumento delle richieste. C’è da chiedersi, però, se la localizzazione sia avvenuta seguendo i criteri previsti, garantendo la “minimizzazione dell’esposizione umana alle onde elettromagnetiche nei siti sensibili, […] in particolare per i siti sensibili come scuole, oratori, parco giochi” (art. 4 Del. A.C. 26/2015).

Ed invero, proprio la Delibera prevede la redazione del Piano Territoriale della Telefonia Mobile che deve contenere sia la mappatura dei volumi di rispetto di campo elettromagnetico, sia quella dei siti sensibili. Purtroppo, per mancanza di dati o per un meccanismo troppo farraginoso nel reperirli, il piano non è mai stato redatto.

La mancanza di redazione di questo Piano, ha di fatto contribuito alla metodologia, diventata quasi prassi per l’installazione di nuove antenne, del “Silenzio Assenso”.

Non sarebbe opportuno procedere secondo le norme così da rispondere sia all’esigenza di “essere sempre connessi” che a quella di garanzia della salute?

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