MOBILITÀ: Fermate Tpl, la situazione non fa che peggiorare

Sono quasi cinque anni ormai che nelle edizioni di Novembre/Dicembre de “Il Pungolo” tiriamo le somme sulle condizioni delle oltre quattrocento fermate degli autobus presenti nel territorio della periferia dei Municipi XIII e XIV.

Gabriele Cantarella Ph

Come ogni anno abbiamo monitorato fermata per fermata, ed abbiamo raccolto una serie di dati sui servizi accessori e le loro condizioni di manutenzione che riassumiamo nel grafico scaricabile tramite il link sopra.

IL MONITORAGGIO

Confrontando i dati è ben evidente che la situazione generale non è variata di molto rispetto al 2017.

Oltre ad essere mancati interventi per aggiungere o migliorare i servizi delle fermate, anche quest’anno non c’è stato alcun tipo di manutenzione e tante banchine rimangono ancora abbandonate a se stesse. Sono numerosissime, infatti, le fermate che, se pur dotate di servizi accessori, risultano inagibili a causa dello stato di degrado in cui versano e, di fatto, non garantiscono alcun tipo di sicurezza agli utenti che ne usufruiscono.

Ne sono dimostrazione palese le fermate presenti a Tragliatella o in Via Cherasco e Via Rivoli a La Storta, ad esempio, dove le banchine e gli accessi per disabili sono effettivamente presenti, ma spesso la superficie sopraelevata o è piccola, o è divelta o è coperta dalla vegetazione incolta. Buona parte delle fermate, quindi, risultano inadeguate ed indietro con i tempi rispetto alla crescita esponenziale che la periferia ha subìto negli ultimi anni sia a livello di residenti che di urbanizzazione, soprattutto nella parte più esterna.

QUALCHE NOTA POSITIVA

Come visibile dal grafico, infatti, le situazioni migliori sono state riscontrate nei quartieri di Ottavia, Palmarola e Casalotti, cioè quelle aree più vicine alla città consolidata sia a livello geografico che a livello urbanistico.

Le condizioni delle fermate sono estremamente positive anche nei quartieri di Casal Selce e Castel di Guido, ma c’è da sottolineare che a livello numerico sono nettamente inferiori e limitate alla strada principale.

TROPPI LATI NEGATIVI

I dati maggiormente critici arrivano quindi dalla periferia fuori dal G.R.A. del Municipio XIV.

Fatta eccezione per Valle Santa, di cui parleremo più avanti, le percentuali scendono tutte sotto il 50%, nonostante i residenti ed il numero di linee che percorrono questi territori siano maggiori rispetto a quelli del Municipio XIII.

Su Via di Selva Nera in primis, ma anche su Via della Storta e su buona parte di Via di Selva Candida le fermate sono quasi tutte su strada ed i cittadini che attendono le linee 028, 904 o 027 sono spesso costretti a farlo ai margini della carreggiata o tra i rovi e l’erba alta.

Per lo meno da quanto ci risulta, nel prossimo futuro non sembra essere previsto tipo di intervento, eppure risulta difficile pensare che il Dipartimento Mobilità e Trasporti non abbia risorse da investire nella manutenzione delle infrastrutture o nella messa in sicurezza di alcune fermate, come successo per Via Boccea qualche anno fa.

LE FERMATE DI VIA BOCCEA

Nel 2010, infatti, con la D.D. 1499 lo stesso Dipartimento affidava a Roma Servizi per la Mobilità «un incarico che prevede il censimento di 1200 impianti di fermata presenti sul territorio comunale e la redazione di progetti volti alla manutenzione e messa in sicurezza di 120 di queste fermate», tra le quali ne furono individuate 21 presenti lungo Via Boccea e realizzati poi i progetti accorpati in un unico Piano risalente all’Aprile 2013.

Come riportato anche dalla sezione «Tempi costi e indicatori di realizzazione delle opere pubbliche» del portale online dell’Agenzia per la Mobilità, i lavori sono partiti nel Luglio 2015 ma, dopo la realizzazione definitiva di 15 fermate e quella parziale di altre 4, ad oggi l’intervento risulta «in sospensione» ed ancora non è chiaro il motivo.

Fino all’inspiegabile interruzione, comunque, il modus operandi era stato estremamente positivo ed il Piano era riuscito a rendere fruibili delle fermate prima pericolose e al limite del praticabile.

Sarebbe opportuno un intervento simile quanto meno per le aree maggiormente critiche e ci si augura che nel prossimo futuro l’amministrazione possa finalmente prevedere soluzioni concrete, nella speranza che tra dodici mesi ci si potrà trovare davanti a risultati migliori.

Condividi