CASALOTTI: La STAR Group e la riqualificazione delle aree abbandonate

STAR Group

La valorizzazione delle aree dismesse ed abbandonate, a volte anche vicino alla città consolidata, rappresenta una grande opportunità per evitare il consumo di suolo e restituire servizi e decoro alla città. L’attività di progettazione, sviluppo, bonifica, finanziamento e realizzazione, su queste aree particolari, è molto complessa, ma fortunatamente c’è chi ha fatto di questa attività la sua “mission” aziendale.

Incontriamo l’Ing. Nereo Capitani, Socio Fondatore della STAR Group (Sistema di Trasformazione Aree Recuperabili).

Com’è nata la vostra idea?

La nostra idea nasce dalla necessità, soprattutto nelle periferie, di riconvertire gli spazi abbandonati e di rimetterli a disposizione del territorio sottoforma di aree da fruire per attività sociali,  sottraendole allo stesso tempo al degrado.

Forti delle esperienze fatte in città italiane del Nord, abbiamo deciso di ripresentare questo modello nel centro sud italiano, partendo da una realtà sicuramente difficile, ma molto interessante, come la città metropolitana di Roma.

Qual è il ruolo della “Star Group” nel recupero di questi spazi?

Rigenerare un’area abbandonata e dismessa, qualunque sia stata in passato la sua destinazione, che si tratti quindi di una ex area di servizio carburanti, o di un’area precedentemente destinata ad un utilizzo commerciale/industriale, significa mettere in campo professionalità altamente specializzate nelle differenti modalità di “recupero e risistemazione”.

Bene, STAR Group è un’associazione che mette a disposizione una rete di specialisti con alte professionalità, coordinandole ed ottimizzando tempi e risorse.

Quali sono le maggiori difficoltà che state incontrando per l’attuazione dei vostri progetti?

Difficoltà di ogni tipo, naturalmente, ma anche sincero interesse, curiosità, talvolta addirittura un ottimistico “stupore”.

I nostri interlocutori abituali, come si può immaginare, sono Privati, Società, Gruppi ed Imprenditori, che hanno dimostrato interesse per l’opportunità che offriamo loro di riusare spazi urbani “pronti”, poichè già inseriti nella città consolidata, garantendo da una parte tempi più rapidi per la realizzazione e dall’altro un impatto pressochè nullo rispetto al consumo di suolo.

Difficoltà, si diceva: come in tutte le situazioni, dipende da chi si incontra. Ci capita spesso di confrontarci con amministratori pronti e mentalmente aperti, curiosi, disponibili al dialogo ed alla sinergia.

Con loro ci troviamo ovviamente bene.

L’approccio da parte nostra è sempre quello di chiedere quali siano le priorità “sociali” del loro territorio: un’area giochi per bambini, un centro di aggregazione per anziani, un centro di ricarica per auto elettriche, un punto di smistamento per consegne, un negozio di generi alimentari etc.

Ci capita però altrettanto spesso, di imbatterci  in atteggiamenti preventivamente chiusi e diffidenti, generalmente propri di quelle grandi città dove la burocrazia non gioca quasi mai un ruolo a favore dello sviluppo, ma viene sempre vista come un freno.

Roma, ovviamente, rientra in questa categoria, ma ci auguriamo che le cose possano cambiare.

STAR Group

Avete già un progetto che coinvolge uno spazio della nostra periferia?

Sì. Uno degli spazi da rigenerare e riutilizzare che abbiamo individuato è quello di una ex area di servizio carburanti, posta sulla via Boccea, abbandonata ormai da anni. Parliamo di uno spazio utile di circa 1.600 mq quindi un’area idonea ad ospitare diverse tipologie di servizi sociali.

Può farci qualche esempio più specifico?

Stiamo portando avanti diverse tipologie progettuali, fra cui:

Centro di Baby Sittering, dove lasciare i figli per qualche ora, in piena sicurezza e garanzia, dove contattare e incontrare baby sitter, e che nel contempo sia anche un centro di accoglienza per genitori, nonni e bambini;

Music Sharing Center, dove poter affittare spazi per suonare, avere a disposizione piccole sale di registrazione e poter disporre di corsi di studio per strumenti musicali;

Mercatino permanente dell’usato riciclabile;

Centro di apprendimento per la realizzazione di strutture e componenti d’arredo artigianali a partire da materiale di recupero;

Vendita di prodotti biologici senza intermediazione, ovvero  a Km 0.

Come vede sono tante le possibilità di progettazione all’interno di aree di questa metratura e ben posizionate.

Inoltre l’ente locale  viene coinvolto per la scelta del servizio migliore e  per dare il necessario supporto amministrativo, ma non viene coinvolto nella spesa per la realizzazione, che rimane a carico dei soggetti finanziatori.

Se si riuscisse a non rimanere incastrati all’interno delle maglie della burocrazia, si riuscirebbero a recuperare diverse aree abbandonate del territorio a costo zero per l’amministrazione.

In diverse parti del mondo queste soluzioni sono già realtà.

Ci auguriamo che possano diventarlo anche per la città di Roma, magari partendo proprio dalla periferia.

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