SELVA CANDIDA: Il progetto della Piazza di Nosate è fermo da tre anni

In una riunione pubblica del Giugno 2014, le istituzioni presentarono ai cittadini di Selva Candida e alle associazioni del territorio, il progetto di una piazza da realizzare all’interno del rettangolo formato da Via Nosate, Via Grezzago e Via di Selva Candida.

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L’area a disposizione per l’intervento è di circa 7000 m2 e prevede: due aree attrezzate, di cui una adibita ad area giochi, un ampio parcheggio e l’adeguamento della fermata del Trasporto Pubblico Locale.

Tutto il progetto è finanziato dall’Associazione Consortile di Recupero Urbano “Nuova Periferia”, con i fondi raccolti dalle opere a scomputo.

LO STALLO

L’incontro era stato organizzato per raccogliere le proposte di modifica al progetto preliminare da parte dei cittadini e delle associazioni, proposte che sono regolarmente arrivate.

Le fasi successive sarebbero state la conferenza dei servizi, il progetto definitivo e poi la gara.

Ma da quel momento in poi, a parte un passaggio in una commissione municipale, del progetto non si seppe più nulla.

L’amministrazione stimò l’avvio dei lavori, in quell’occasione, in circa un anno.

Ne sono passati tre e la piazza ha ancora lo stesso aspetto. Anzi, è abbandonata all’incuria ed è purtroppo un ricettacolo di immondizia, che aumenta in proporzione alla crescita dell’erba.

A parte un episodio in cui il gruppo dei Volontari del Decoro Urbano si occupò della pulizia della parte confinante con Via di Selva Candida, non è stata più effettuata alcuna manutenzione.

Piazza di Nosate

IL PUNTO DEL COMITATO SELVA CANDIDA E DELL’ACRU NUOVA PERIFERIA

Abbiamo incontrato Luigi Cattivelli, il Presidente del Comitato Selva Candida, che fin dalla sua costituzione si preoccupa di dare una destinazione urbanistica nuova all’area tra Via Nosate e Via Grezzago.

«Una piazza – ci dice Luigi – è elemento di incontro, di coagulazione ed aggregazione civile, di identificazione e caratterizzazione dell’identità locale. Una piazza può diventare elemento di “mobilità lenta” e di interconnessione con il trasporto pubblico.

Il Comitato Selva Candida, dall’anno della sua costituzione, il 2014, ha cercato di tenere desto un progetto di piazza da realizzare nell’ampio spazio antistante la farmacia “La Fenicia 2”, compreso fra le vie Selva Candida, Nosate e Grezzago, ora ricettacolo di sterpaglie ed immondizia.

Una prima risposta dalle Istituzioni ci pervenne il 10 ottobre 2014, in occasione dell’Assemblea Pubblica che il Comitato organizzò presso l’Auxilium, quando gli allora rappresentanti del Municipio XIV dissero di aver reperito, per la realizzazione della piazza, la ACRU Nuove Periferie, che opera su questo territorio con l’utilizzo degli oneri concessori raccolti.

Il Progetto Preliminare risale al 14 maggio 2014 e fu presentato ai cittadini nel corso di un’assemblea pubblica indetta dal Municipio l’8 Giugno dello stesso anno.

In entrambe le occasioni, evidenziammo la necessità di esaminare il progetto della piazza insieme con il progetto del raddoppio della Selva Candida, in termini di “sovrapposizione” del tracciato viario (probabilmente) lungo la via Grezzago.

Suggerimmo anche di istituire un senso rotatorio nella piazza (entrata da via Grezzago e uscita da via Nosate ndr) e di risolvere lo sperone che attualmente disturba l’incrocio Nosate/Selva Candida (il triangolo con i pini ndr)».

Abbiamo incontrato anche Cesare Luzi, il Presidente dell’A.C.R.U “Nuova Periferia” titolare del progetto, per capire a che punto stiamo.

«Il Dipartimento PAU ha chiuso da poco la preconferenza dei servizi, relativa al progetto preliminare sul quale anche il Municipio XIV ha rilasciato parere tecnico positivo, comunicandoci che possiamo procedere con il progetto definitivo, il quale sarà sottoposto ad una nuova conferenza dei servizi.

Sappiamo che il Dipartimento PAU sta richiedendo il parere della Presidenza del Municipio XIV, a seguito del quale potremo presentare tale progetto».

Anche se si arrivasse alla stesura del progetto definitivo però, così come per tante altre opere a scomputo del territorio, che sono ferme da diverso tempo, l’ostacolo più grande è rappresentato dall’impossibilità di poter attualmente redigere la convenzione urbanistica. Questo perchè lo schema di convenzione stabilito attraverso la delibera  di Consiglio Comunale n.53/2009, è stato superato dalla riforma del codice degli appalti (D.L. 50/2016) e non è stato ancora aggiornato.

Un ritardo che ha generato il “congelamento” delle opere a scomputo e, di conseguenza, la realizzazione dei servizi soprattutto per la periferia.

Su questo fronte sembra si stia muovendo qualcosa e se ne è discusso nell’ultima Commissione Capitolina Urbanistica dello scorso 20 Settembre, legata proprio alle Zone “O”, in cui gli operatori hanno fatto presente l’urgenza di riavere a disposizione questo strumento amministrativo per poter continuare ad operare.

Ci auguriamo che tale riforma possa concludersi entro la fine del 2017.

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