VIA BOCCEA: Ma il cantiere riparte o non riparte?

Via Boccea

Il cantiere per l’allargamento della Via Boccea si avvicina a compiere i cinque anni. Complicata è stata la sua partenza, con i problemi derivanti da ricorsi amministrativi prima e da ritrovamenti archeologici e ritardi burocratici dopo; e complicata sembra che sarà anche la sua conclusione.

Storie di campagna

Ci eravamo lasciati circa due anni fa, con l’accoglimento da parte del Consiglio di Stato (con Sentenza n. 5987/2014) del ricorso presentato dalla Prima Appalti srl, contro la decisione del TAR che aveva assegnato alla ditta Edilmoter e Cosar srl, seconda classificata nella gara originale, le chiavi del cantiere.

Ingenuamente avevamo pensato che per un subentro ad un cantiere in corso (la EdilMoter e Cosar srl ha realizzato tutto quello che riguardava il progetto di allargamento della Boccea ad oggi visibile), sarebbero state sufficienti alcune settimane, invece ci sono voluti due anni.

Solo lo scorso 2 Marzo, infatti, la Direzione Urbanizzazioni Primarie del Dipartimento S.I.M.U. ha sottoscritto il nuovo contratto per l’affidamento diretto in subentro alla Prima Appalti srl, ovvero la ditta che originariamente si era aggiudicata la gara.

Nel contratto si ristabiliscono le competenze economiche, ovvero quanto spetta del realizzato ad Edilmoter e Cosar (€ 2.531.880,78) e quanto sarà l’importo dei lavori residui che dovrà realizzare Prima Appalti srl (€ 1.392.035,18).

Viene inoltre messo nero su bianco come Prima Appalti srl si sia impegnata ad eseguire tutte le prestazioni residue «rinunciando irrevocabilmente a qualsiasi pretesa, ragione o titolo di danno anche indiretto per quanto già realizzato dall’ATI Edilmoter – Cosar e conseguentemente non affidato ed eseguito dalla Prima Appalti srl nonchè a qualsivoglia ulteriore richiesta economica riconducibile alla tardiva aggiudicazione […] dell’appalto, dichiarandosi soddisfatto, con l’aggiudicazione dei lavori per il completamento dell’opera, di ogni qualsivoglia pretesa».

I lavori avranno una durata temporale fissata in 180 giorni naturali e consecutivi, decorrenti dalla data di verbalizzazione della intervenuta consegna degli stessi.

Il verbale di consegna non l’abbiamo ancora visto, quindi ufficialmente non siamo in grado di definire una data precisa di scadenza, ma a quanto pare sembra che non sarà solo la conta dei giorni dalla consegna del cantiere a dare la certezza della fine dei lavori.

IL CARTELLONE

Quando si è iniziata a spargere la voce che il contratto era stato siglato, sull’area del cantiere è apparso un cartellone, visibile nella foto qui in alto, che recitava: «Qui si può ammirare la più grande scoperta archeologica seconda alla tomba di Tutankhamon in Egitto. Per informazioni rivolgersi al Funzionario Archeologo. Ovviamente tale scoperta impedisce la realizzazione dei parcheggi pubblici che non sono così importanti».

Via Boccea

Il messaggio è chiaramente polemico ed è chiaramente indirizzato agli incaricati dei sondaggi archeologici sull’area. In verità, dato il lungo stop del cantiere dovuto al riconteggio delle competenze economiche in fase di riassegnazione, credevamo che la questione archeologica fosse stata definitivamente archiviata.

E invece proprio leggendo il nuovo contratto, a pag. 6 si legge che la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale (SBAEM), si è espressa sì in senso positivo alla realizzazione della rotatoria su Via di Casalotti, ma con la condizione di garantire sorveglianza in corso d’opera per tutte le attività di movimentazione di terra, con l’assistenza di archeologi appositamente incaricati e, sempre la stessa SBAEM aggiunge che «ha fornito indicazioni di dettaglio per ulteriori accertamenti archeologici preliminari sull’area […] ampliando gli accertamenti anche al successivo tronco di innesto a Via di Selva Candida».

Visto il manifesto all’interno dell’area e letto il contratto, considerando la difficoltà nel veder partire il cantiere, è lecito pensare che potrebbero esserci ulteriori rallentamenti, proprio per definire a fondo la consistenza e l’importanza dei ritrovamenti che potrebbero riaffiorare con la nuova movimentazione terra.

Intanto, proprio questa mattina (10 Aprile 2017 ndr), in un ultimo sopralluogo effettuato sull’area, il cartellone è stato rimosso e con esso anche la pedana che permetteva una sorta di “affaccio” sull’area.

Ci auguriamo quindi che le controversie o gli eventuali impedimenti siano stati superati e che finalmente possa davvero partire l’ultima fase dei lavori di Allargamento di Via Boccea, che il territorio sta aspettando ormai da trent’anni e che, senza ulteriori opere nei quartieri limitrofi (es. Bretella Cremolino  – Casal del Marmo) rischiano di non essere più sufficienti per le attuali condizioni di viabilità del quadrante.

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