CASTEL DI GUIDO: Una periferia in cerca di servizi

Castel di Guido

Nell’edizione 131 de “Il Pungolo” avevamo posto l’attenzione su alcune delle problematiche di Castel di Guido, e sulla necessità di valorizzare un territorio dalle enormi potenzialità.

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Alcune novità erano emerse con la proposta da parte della Regione Lazio di indire un Bando per la riqualificazione dell’azienda agricola Castel di Guido, per il quale è stato organizzato un incontro lo scorso 19 Aprile e di cui dovremmo avere ulteriori notizie a breve.

Nell’eventualità che tutto vada a buon fine, il recupero dell’azienda agricola andrebbe a risolvere solo una parte dei tanti problemi legati ad un territorio così controverso.

Se, infatti, da un lato Castel di Guido è un eccezionale patrimonio boschivo, ambientale, storico ed archeologico non solo a livello regionale, ma anche nazionale ed internazionale, dall’altro è terra di nessuno, con numerose problematiche che gli impediscono di essere valorizzata come, invece, meriterebbe.

IL COMITATO CASTEL DI GUIDO

A tal proposito i cittadini, stanchi di non essere presi in considerazione e con la determinazione di partecipare in positivo al cambiamento e alla crescita del proprio quartiere, poco meno di un anno fa hanno deciso di organizzarsi e di dare vita ad un comitato di quartiere, che potesse dar voce alle loro necessità.

L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo dai residenti, ed il 5 Giugno scorso ben 260 persone hanno votato per eleggere i membri del Consiglio Direttivo e la carica di Presidente, attualmente ricoperta da Andrea Bettini.

Grazie anche al sostegno della Parrocchia Spirito Santo di Castel di Guido, che ha messo a disposizione i propri ambienti per le attività, il Comitato ha intrapreso diverse battaglie per mettere a conoscenza le amministrazioni comunali, regionali e nazionali, delle criticità legate al territorio.

LE PROBLEMATICHE

Tra le numerose problematiche, le più urgenti sono:

  • La mancanza dei servizi primari; la maggior parte del quartiere è sprovvisto di fogne, acqua corrente, allacci al metanodotto ed illuminazione pubblica;
  • Il degrado urbano; lungo tutto il percorso di Via di Castel di Guido l’immondizia regna sovrana, l’assenza di controlli e l’inciviltà di alcuni cittadini hanno consegnato al territorio una strada piena di rifiuti di qualsiasi genere, occupata da prostitute e da baracche abusive;
  • La viabilità e la scarsa sicurezza stradale; i marciapiedi sono totalmente assenti, fatta eccezione per le banchine di fermata del Trasporto Pubblico Locale, le quali però non sono di fatto accessibili in sicurezza, la segnaletica verticale ed orizzontale è pressoché inesistente, e non ci sono strumenti per evitare che i veicoli percorrano la strada a velocità elevata;
  • Il Trasporto Pubblico; la linea 246P del TpL, che collega il quartiere al centro città, è l’unica linea ATAC che percorre Via di Castel di Guido, ed i tempi di attesa per chi usufruisce del mezzo pubblico sono lunghissimi;
  • La mancanza di un parcheggio adeguato per i genitori e gli insegnanti della Scuola Elementare;
  • L’assenza di centri di aggregazione sociale e di incontro.

Al di là dei diversi problemi legati al quartiere, comunque, è necessario che l’amministrazione muova i primi passi per iniziare a risolverne qualcuno, almeno nell’immediato.

Sarebbe importante, innanzitutto, ridurre il gap nella sicurezza stradale, richiedendo ad Acea di inserire l’illuminazione pubblica di Via Castel di Guido nel Piano Triennale degli Investimenti e muoversi di concerto con la U.O.T. municipale per il ripristino della segnaletica, sia orizzontale che verticale.

Senza dubbio sarebbe un buon punto di partenza.

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Nato a Roma il 25 Luglio 1995. Autore di diversi articoli inerenti la mobilità ed il Trasporto Pubblico. Redattore del Pungolo da Ottobre 2014,