LA STORTA: Via Mezzenile, una reale soluzione per l’impianto fognario

Via Mezzenile
Il Collettore dell'Intervento privato n. 5 del P.R.U. con esito in Via Mezzenile (In Verde)

Uno dei problemi più importanti che accomuna la periferia è senza dubbio quello che riguarda la rete fognaria.

Nelle nostre pagine abbiamo più volte evidenziato quanti quartieri e quanti cittadini siano ancora sprovvisti, nel 2017, di un allaccio regolare alla rete fognaria pubblica o, ancora, quanti di questi impianti, realizzati a scomputo degli oneri concessori, non siano mai stati completati oppure mai presi in carico dalla pubblica amministrazione, nonostante i collaudi.

Questo stallo burocratico, a causa del quale opere realizzate non vengono messe a disposizione dei cittadini, può durare anche più di dieci anni, con tutti i disagi e i danni ambientali che ne conseguono.

L’IMPIANTO TRA VIA ARGENTERA E VIA BOCCEA

È il caso della «rete di fognatura delle acque nere a servizio degli insediamenti di Via di Selva Nera, nel tratto tra Via Argentera e Via di Boccea, che sta riversando i propri liquami nel Fosso Acquasona, piuttosto che nell’apposito collettore comunale».

La rete rientra tra le opere di urbanizzazione dell’intervento privato n. 5 del Programma di Recupero Urbano (P.R.U.) “Palmarola – Selva Candida” ex art. 11 legge 493/1993, opere mai ultimate dalle società obbligate con convenzione urbanistica e, pertanto, risultano attualmente non collaudate dall’Amministrazione.

Dal 2011 ad oggi il Comune di Roma ha sollecitato le società ad adempiere ai loro obblighi per ben due volte ed infine ha provato ad escutere la polizza fidejussoria, ma senza successo.

L’ORDINANZA SINDACALE

Dopo l’ultimo sopralluogo del 24 Febbraio u.s. dove si è riscontrata, oltre alla presenza di liquami e di schiuma, anche l’inattività dell’impianto di sollevamento, il Comune di Roma ha deciso di ricorrere allo strumento amministrativo dell’ordinanza sindacale, emanata lo scorso 20 Marzo.

Nel documento si impone alle società di cui sopra di provvedere, entro 30 giorni, al ripristino del corretto funzionamento della rete fognaria e, qualora le società non intervengano, sarà il Dipartimento SIMU ad intervenire con la formula “dell’intervento in danno”, procedendo nel contempo a comunicare il tutto all’Autorità Giudiziaria per l’accertamento di tutte le responsabilità.

Forse, dopo dieci anni, si riuscirà a riportare nel recinto della civiltà un’altra porzione di periferia.

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Nato a Roma il 26 aprile 1984. Autore di diversi articoli a carattere socio-economico. Da maggio 2011 è il Caporedattore della testata.