CINEMA: 35MM – Lasciati andare

Torna l’appuntamento con 35MM, la rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo “Lasciati andare” un film di Francesco Amato.

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TRAMA

Elia Venezia (Toni Servillo) è uno psicanalista di origine ebraica. Da molto tempo non pratica più in sinagoga con i suoi compagni ed è separato, in modo un po’ anomalo, dalla moglie Giovanna (Carla Signoris). I due, seppur punzecchiandosi spesso, trascorrono molto tempo insieme ma abitano in due appartamenti attigui.

La vita ed il lavoro di Elia sono colmi di passività, ogni azione del misurato psicanalista risulta sempre piatta: è schiavo di un’esistenza priva di stimoli.

Elia e Claudia si allenano

Per cause di forza maggiore sarà costretto a mutare le sue abitudini, dedicandosi ad una sana alimentazione e, soprattutto, ad uno stile di vita attivo.

Entra in gioco Claudia (Verónica Echegui), una vivace e chiacchierona personal trainer spagnola. La giovane sarà una ventata di aria fresca e, allo stesso tempo, di confusione nella vita dell’uomo.

RECENSIONE 

Toni Servillo (Elia) interpreta un personaggio dai forti tratti distintivi. L’attore, premio Oscar, è maestro nell’interpretazione studiata dei dettagli. Cura sapientemente la mimica, l’atteggiamento e le pause discorsive del suo Elia.

Servillo si catapulta nel mondo della commedia senza alcuna difficoltà e, soprattutto, senza mai abbandonare l’inconfondibile cifra stilistica, contribuendo in modo consistente alla buona riuscita del film.

Verónica Echeguiè (Claudia) è la spalla comica, permette al personaggio chiave della vicenda di emergere e trasmettere il messaggio fondamentale del film.

Claudia dà la possibilità ad Elia di eliminare convinzioni e preconcetti, ormai radicate nel suo quotidiano.

Elia e Claudia

Lo psicanalista riesce ad uscir fuori da un turbinio di passività servendosi di situazioni “limite”, inaspettate e apparentemente prive di significato.

Il personaggio di Claudia, seppur la Echeguiè ne fornisca una buona interpretazione, narrativamente rimane fine a se stesso e privo di alcuna evoluzione.

Luca Marinelli si inserisce nella seconda parte del film. Il suo arrivo è positivo e risulta un buon elemento di respiro per la storia, che recupera movimento.

Tutto è correttamente bilanciato per dar vita ad una commedia leggera e godibile, pronta a fornire spunti di riflessione anche a pellicola terminata.

GIUDIZIO FINALE

Senza dubbio se Toni Sevillo non avesse interpretato il protagonista il risultato non sarebbe stato lo stesso. La caratterizzazione del personaggio ha fornito sin da subito una marcia in più a “Lasciati Andare” che, simpaticamente, racconta numerosi stereotipi.

Elia ostaggio di Ettore

La pellicola in molti passaggi risulta prevedibile, ma non fino alla fine. I risvolti conclusivi sono semplici e coerenti con il punto di partenza dei personaggi. Intelligentemente “Lasciati andare” sa quando far nascere e morire le situazioni “limite” funzionali ad una narrazione verosimile.

VOTO FINALE: 6/10

 

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