CINEMA: 35MM – Trainspotting 2

Torna l’appuntamento con 35MM, la rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo “Trainspotting 2”, il sequel dell’omonima pellicola del 1996.

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TRAMA

Sono passati vent’anni da quando Mark Renton (Ewan McGregor) scappò verso Amsterdam tradendo la fiducia dei suoi migliori amici. Ora è tornato ad Edimburgo impattando contro i numerosi pezzi del suo passato. Ritrova Simon, Sick Boy (Jonny Lee Miller), Spud (Ewen Bremner) ed infine farà i conti anche con Begbie (Robert Carlyle), attualmente in prigione.

Sick Boy, Mark e Veronica

La fuga di Mark aveva lasciato diverse situazioni in sospeso che, al suo ritorno, riemergeranno con caratteristiche e modalità molto simili al passato.

Queste dinamiche creeranno numerosi spunti di riflessione per i protagonisti, messi davanti all’inesorabile scorrere del tempo ed al bilancio delle occasioni che la vita, con le sue trame inestricabili, presenta quotidianamente.

Tuttavia il loro legame, tra alti e bassi, è ancora fortissimo e a tratti nostalgico.

RECENSIONE

Il pubblico attendeva un “sequel” che raccontasse dove fosse finito Mark, con il “bottino” magistralmente rubato agli amici, nel momento in cui sceglieva di abbandonare il mondo dell’eroina e, in un certo senso, tutto il suo mondo.

E a distanza di vent’anni Trainspotting 2 è arrivato, anche se non prepotentemente come il primo. La pellicola del 1996 è certamente qualcosa di irriproducibile.

Chi si aspettava un seguito esagitato, come il vecchio Trainspotting, potrebbe rimanere deluso.

La logica vuole che siano passati due decenni e le strade dei protagonisti siano nettamente diverse, come fa intendere la conclusione del primo film: Mark si lascia alle spalle il disagio fatto di eroina, di microcriminalità e di una vita di stenti.

Begbie rivede Mark Renton

La pellicola, coerentemente, ci riporta ad Edimburgo rispettando la narrazione precedente: i personaggi si sono evoluti come dovevano e, soprattutto, come potevano.

Mark, faccia  faccia con il passato, quindi con i suoi amici, rivive delle dinamiche pronte a dimostrare che la scelta fatta vent’anni prima, abbandonare tutto cercando la stabilità, non era poi così sbagliata.

La prima parte della pellicola si concentra sull’introspezione del personaggio di Ewan McGragor. L’attore si conferma un ottimo interprete e si avverte il lavoro personale per l’evoluzione del suo Mark Renton.

Necessariamente il sequel strizza l’occhio al passato: tanti flashback, accenni e rivisitazioni di pezzi musicali cult del primo film e numerose circostanze che hanno il sapore della precedente pellicola, ora attualizzate.

Nella seconda parte si sviluppa la nuova storia e le vite si rintrecciano concretamente.

Trainspotting 2 presenta elementi nuovi che evidenziano il tocco di Boyle, conscio del mutamento dei protagonisti e dei tempi. Le ambientazioni adesso spaziano verso numerose distese verdi, spesso l’Edimburgo del sequel appare soleggiata, facendo dimenticare il grigiore sovrano della prima pellicola; un aspetto importante che implicitamente richiama l’animo rinnovato di un Mark più consapevole.

Nonostante tutto nella pellicola qualcosa stona, alcuni momenti risultano confusi e difficili da smontare, atti solamente a voler allungare l’intreccio. Begbie è un personaggio sin troppo fastidioso, al limite del petulante, che viaggia totalmente controcorrente rispetto agli altri, spesso è proprio lui il protagonista dei passaggi più caotici.

GIUDIZIO FINALE

Trainspotting 2 va oltre le scene di perdizione, oltre i viaggi derivanti dall’abuso di eroina. Il sequel fa i conti con l’attualità, con le nuove droghe del quotidiano. Prende atto che l’uomo sarà in ogni caso dipendente, allora perché non incanalare la propria energia in altro,suggerendo di impegnarsi in qualcosa di produttivo per se stessi?

Il film richiama il peso del passato e gli conferisce importanza.

Mark e Sick Boy commemorano Tommy

Sebbene alcuni momenti, a livello narrativo, risultino problematici e fumosi il seguito si compie. Sarebbe una polemica sterile chiedersi se fosse realmente necessario proseguire la storia. Il primo film si prestava a tale operazione e Boyle, seppur nostalgicamente nei confronti della sua precedente creatura, è andato avanti creando un secondo atto.

VOTO FINALE: 7/10

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