CINEMA: 35MM – Smetto quando voglio – Masterclass

Torna l’appuntamento con 35MM, la rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo il sequel “Smetto quando voglio – Masterclass” del regista Sydney Sibilia.

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TRAMA

Pietro Zinni (Edoardo Leo), in carcere, riceverà una proposta molto singolare: collaborare con la polizia facendo uscire allo scoperto trenta nuove smart drugs, ancora legali.

Paola Coletti (Greta Scarano), giovane e ambiziosa ispettrice di Polizia, proporrà a Pietro di svolgere questo lavoro rimettendo in piedi la “Banda dei ricercatori”. Il premio, al termine della collaborazione sarà una fedina penale pulita e, soprattutto, la libertà. La Coletti mette al corrente il neurobiologo del fatto che l’accordo sarà ufficioso, infatti, la banda per le Forze dell’Ordine non esiste.

L’ispettore Coletti e Pietro recuperano Giulio dalla Thailandia.

Il team riprenderà vita e verrà integrato da nuove e brillanti menti di cui l’Italia, come al solito, sembra non farsene niente.

Ricominceranno così le avventure di questo gruppo di strampalati cervelloni.

RECENSIONE

Se nel 2014 con “Smetto quando voglio” l’esordiente Sydney Sibilia aveva lavorato bene, continuando a battere la strada giusta, ora si è superato.

Una corretta evoluzione della storia, che non ha risparmiato la tematica dei “cervelli in fuga”. Un ampliamento della vicenda che, oltre a giovare a livello narrativo, ha reso interessante il cambiamento di location, nel primo blocco del film, infatti, si fa un salto in Thailandia e in Laos.

Come tre anni fa, Sibilia mostra molto la città di Roma ma, questa volta, gioca anche su ambientazioni sempre diverse. Il sequel è un turbinio di eventi e spazi sempre diversi in grado di rendere la pellicola dinamica dal ritmo accattivante.

Il cast è eterogeneo, con le new entries Giampaolo Morelli (Lucio Napoli) e Marco Bonini (Giulio Bolle) si crea una buona sintonia e l’equilibrio della banda non viene intaccato. Ogni personaggio conferma i tratti decisi che lo caratterizzano, il contributo di ogni interprete è funzionale ed atto alla buona riuscita del film.

Il regista ha lavorato per creare una commedia che fosse tutto fuorchè ferma, l’azione in questa Masterclass fa da padrona. Lo spettatore è ampiamente coinvolto dalle risate, ma anche dal corso degli eventi, fortunatamente poco prevedibili.

Sydney Sibilia è sfuggito dall’appiattimento di una pellicola che si basasse solamente sulle numerose risate e sul poco contenuto. Sono ben amalgamati l’intreccio, la fotografia e le musiche; una coerenza stilistica che poco si vede nelle commedie italiane degli ultimi anni.

Alberto promette a Pietro che non assaggerà le droghe da analizzare.

La comicità gradevole di attori come Leo, Fresi o Calabresi sono correttamente unite ad elementi di un cinema contemporaneo che, spesso, guarda alla velocità dell’azione hollywoodiana. Probabilmente è proprio questa la forza del regista, che ha saputo trovare una rinnovata chiave interpretativa, creando in tal modo un unicum.

Brava Greta Scarano nei panni dell’ispettrice sfacciata, una presenza femminile decisa e notevolmente più convincente della Solarino sempre uguale a se stessa.

GIUDIZIO FINALE 

“Smetto quando voglio – Masterclass” porta lo spettatore ad affezionarsi molto a questi imbranati e simpatici cervelloni. Il regista e gli sceneggiatori hanno puntato sulla fidelizzazione ai personaggi, a tal punto da creare in contemporanea un terzo atto e lasciarci col fiato sospeso. Anche con questa scelta si conferma il taglio “stile Hollywood”, tuttavia carico di una forte identità che il giovane Sibilia punta a sottolineare e a mantenere.

La banda si serve di mezzi singolari per l’ultima missione.

Due ore di sane risate in compagnia di un cast buono, fresco e brillante con qualche pillola di chimica, antropologia, latino ed economia.

VOTO FINALE: 7,5/10

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