ACRU: La riqualificazione delle periferie è un atto di civiltà

Lo scorso 23 Novembre, all’interno dello Sheraton Golf Parco de’ Medici, alcune ACRU (Associazioni Consortili di Recupero Urbano) del territorio romano si sono riunite in Assemblea, per discutere il seguente Ordine del Giorno :

  • Approvazione dei Piani Urbanistici “Toponimi”;
  • Riadozione dei Piani Particolareggiati delle “Zone O” ormai scaduti;
  • Rilancio delle “Opere a Scomputo”, con normative aggiornate che assicurino una attuazione in tempi più rapidi;
  • Chiusura delle pratiche di Condono edilizio;
  • Adozione di nuove forme di gestione e manutenzione delle Opere Pubbliche, con la partecipazione dei residenti riuniti in Consorzi.

La presenza dei cittadini è stata massiccia, circa 800 persone, a dimostrazione che gli argomenti erano e sono di particolare interesse. Gli argomenti sono tanti e complessi, ma alcune riflessioni sono di obbligo.

La periferia romana non è solo quella che ci viene presentata in qualche documentario, ma da svariati anni è anche un luogo in cui si discute e ci si confronta su come pianificare i quartieri, (contratti di quartiere) dove i cittadini, organizzati in Consorzi o in Associazioni Consortili di Recupero Urbano, hanno sostituito l’amministrazione comunale nelle attività di programmazione urbanistica (Toponimi) e di progettazione di servizi nei quartieri (Opere a Scomputo), nel rispetto delle norme e delle leggi vigenti.

Le cosiddette “OPERE A SCOMPUTO” , realizzate dopo la deliberazione n. 107 del 1995 e successive modificazioni, sino alla Delibera n. 53 del 2009, hanno consentito di realizzare nelle periferie romane chilometri di Illuminazione Pubblica, di Collettori Fognari, di Distribuzione Idrica, di strade e di marciapiedi ed , in alcuni casi, anche di opere secondarie, come biblioteche , centri polivalenti, parchi pubblici attrezzati, consentendo così alle ex borgate abusive di trasformarsi in quartieri.

La strada è ancora lunga e gli ostacoli non sono del tutto superati. Non è sufficiente urbanizzare e realizzare opere e servizi necessari al vivere civile, è fondamentale fissare le regole certe per la cessione delle opere alla Pubblica Amministrazione, al fine di garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria delle stesse per le generazioni future.

Non è concepibile che opere realizzate con soldi pubblici, con progetti pubblici, con collaudi pubblici, restino in carico al soggetto attuatore (Consorzi o ACRU) per tutta la vita.      

Gli Uffici Comunali, legati alle periferie, sono fermi in attesa di un indirizzo politico o sono in trasferimento in altre sedi, ma le esigenze delle periferie non si possono fermare e tanto meno essere sospese a tempo indeterminato per motivi burocratici o di riassetto istituzionale.

Per questo l’assenza dell’Assessore all’Urbanistica (tra gli invitati insieme alle Istituzioni Regionali, Comunali e Locali) è stata sottolineata nei vari interventi programmati dagli Organizzatori e dalla rassegna stampa dei giorni successivi.

L’intervento del Presidente della Comm.ne Urbanistica del Comune di Roma ha aperto uno spiraglio, ma è risultato come l’ennesimo rinvio quando ha dichiarato che: «Siamo pronti ad affrontare i problemi che insistono nella periferia romana. Prendo l’impegno di organizzare quanto prima, dopo quella sulle opere a scomputo, una commissione sui Toponimi. Mi farò portavoce con la sindaca di quanto è emerso nell’assemblea di oggi».

«Siamo delusi dell’assenza dei vertici dall’Amministrazione Capitolina – hanno risposto i rappresentanti dei Consorzi – ma contiamo sugli impegni presi oggi dai rappresentanti istituzionali presenti».

La vera sfida del risanamento delle periferie è quella di far funzionare la macchina burocratica degli organi istituzionali e di dare continuità agli interventi di recupero urbano, programmando il flusso continuo delle entrate dirette e indirette per la ripresa costante e continua delle “OPERE A SCOMPUTO” sui territori delle periferie romane. Solo così la riqualificazione delle periferie potrà divenire un atto di civiltà, anche per le generazioni future.

Condividi