CINEMA: 35MM – La cena di Natale

Torna l’appuntamento con 35MMrubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo “La cena di Natale” diretto da Marco Ponti.

Storie di campagna

TRAMA

A Polignano il Natale è alle porte e Chiara (Laura Chiatti), seppur all’ottavo mese di gravidanza, è sempre in movimento tra il corso preparto ed i preparativi per le festività. Il suo Damiano (Riccardo Scamarcio), invece, capisce che le cose stanno cambiando. Il giovane sta andando incontro a numerose responsabilità, ciò nonostante fa tutto fuorchè adempiere ai suoi doveri e soprattutto non rinuncia alle sue “scappattelle”.

Damiano e Chiara
Damiano e Chiara

Don Mimì (Michele Placido), padre di Damiano, e Ninella, madre di Chiara, (Maria Pia Calzone) non riescono a lasciarsi alle spalle la loro passione. L’amore di gioventù li unisce ancora e forse questa è la volta buona per essere davvero felici insieme.

Tuttavia Don Mimì (Michele Placido) regala alla moglie Matilde (Antonella Attili) uno smeraldo pregiatissimo, probabilmente per insabbiare le sue magagne. La donna, entusiasta del dono, decide di organizzare una sontuosa cena per la Vigilia.

Numerosi personaggi, arrivi, incontri e situazioni si incroceranno nei giorni appena prima di Natale.

RECENSIONE

La pellicola è il sequel di “Io che amo solo te”, anch’essa tratta da un romanzo di Luca Bianchini.

La cena di Natale è una commedia incorniciata dalle bellezze del sud, l’ambientazione è ancora Polignano a Mare. Il film conserva molti aspetti di quell’Italia tradizionale, non tradizionalista, che spesso nelle pellicole d’oggi viene dimenticata. Ci sono le barche dei pescatori, il prete del paese che conosce tutti e la spesa si fa ancora al negozio di alimentari.

E’ chiaro, invece, come non venga raccontata un’Italia tradizionalista, addirittura è ridondante e troppo sottolineata la tematica omosessuale. In quest’occasione sembra che Orlando (Eugenio Franceschini) e Daniela (Eva Riccobono) siano i più sensibili e ligi. Il primo, sofferente per un’amore passato, è alla ricerca dell’anima gemella; la seconda desidera fortemente la maternità e dichiara pubblicamente il suo sentimento per la compagna. Mentre i protagonisti eterosessuali sono disattenti alla vita di coppia e nascondono tanti segreti. Insomma sembra proprio una sfida tra i buoni e i cattivi praticanti dell’amore.

Durante la cena
Durante la cena

“La cena di Natale” manca di ritmo accattivante, i dialoghi sono privi di spunti interessanti ma, in particolar modo, sono terribilmente lenti.

E’ evidente come il film tenti, in alcuni passaggi, di impostarsi come una commedia teatrale, sempre ad un passo dall’equivoco. La storia tra Placido e la Calzone trascina decisamente, sicuramente più di quella tra la Chiatti e Scamarcio, grazie più all’interpretazione dei due professionisti che non agli spunti narrativi.

Nel momento clou della pellicola, ossia la cena, si crea una confusione in cui si perde il filo logico della vicenda e troppi elementi sono lasciati al caso.

Il film prodotto con Rai Cinema conserva tutti gli aspetti di una fiction da prima serata, dove tutto si risolve senza troppe problematiche, fornendo allo spettatore un taglio della vicenda semplicistico e buonista.

GIUDIZIO FINALE

La pellicola diretta da Marco Ponti, dalla penna di Luca Bianchini, poteva essere finalmente il film natalizio di rottura. Il pubblico, abituato da anni a commedie totalmente svuotate del loro reale significato, quest’anno aveva riposto qualche speranza nel lungometraggio di Ponti.

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Don Mimì e Ninella

“La cena di Natale” presenta un buon cast, provvisto di attori con un significativo background teatrale, che avrebbero fatto da traino e collante per i giovani, abituati al grande schermo. Anche l’intreccio è positivo, ma smorzato costantemente dall’inconsistenza dei dialoghi.

C’era del buon materiale su cui lavorare, tuttavia la pellicola non riesce ad instaurare quell’empatia necessaria per una storia tale.

VOTO FINALE: 4,5/10

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