SELVA CANDIDA: Facciamo il punto sul Centro Commerciale

Una commissione interessante, quella tenutasi lo scorso 5 Ottobre presso i locali di Via del Turismo 30, alla quale hanno partecipato la maggior parte degli attori coinvolti nel Piano di Recupero degli immobili “Ex Alitalia”.

Tale Piano, del quale si discute da oltre tre anni, prevede, in questa fase, la costruzione di un Centro Commerciale di notevoli dimensioni e la realizzazione di tre opere pubbliche fondamentali per il territorio, finanziabili attraverso l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione e di costruzione, per un importo che si aggira intorno ai sei milioni di euro.

Date le cifre e le opere in ballo, ci si accorge subito che intorno a questo Piano ruota tutta la riqualificazione urbanistica del quartiere di Selva Candida.

Proprio per questo è bene che nulla venga lasciato al caso e che ogni aspetto sia noto, approfondito, chiaro e pubblico.

LA BRETELLA

Stando alle ultime novità dichiarate dai tecnici presenti in commissione, la realizzazione della Bretella di collegamento fra Via Cremolino e Via Casal del Marmo, è tutt’altro che prossima all’avvio.

Sussistono infatti ancora problematiche legate all’esproprio di alcune particelle ed il passaggio obbligatorio, una volta riadeguato il progetto, presso il Genio Civile.

LA RISISTEMAZIONE DI VIA DI SELVA CANDIDA

Per la risistemazione di Via di Selva Candida, altra opera fondamentale, la questione è, a nostro avviso, molto più delicata. L’opera, da capitolato, ha una previsione di spesa di quasi 300.000 euro (su un totale superiore ad 1.300.000) destinata al marciapiede, che la renderebbe fruibile anche dai pedoni, ma soprattutto sicura.

Per realizzare il marciapiede però, è necessario ridurre la carreggiata attuale che, date le norme del codice della strada,  dovrebbe diventare a senso unico. A supporto del senso unico, in termini di viabilità, si sarebbe dovuto realizzare, negli anni passati, il raddoppio di Via di Selva Candida. Ma tale opera risulta ancora frammentata nelle competenze e soprattutto interessata dalla presenza dei tralicci dell’alta tensione, per i quali da anni si richiede l’interramento e ad oggi non si ha neanche una data orientativa di intervento.

Il rischio dunque è che si decida di procedere comunque, realizzando il marciapiede solo dove possibile e comunque non tutto su un lato, rendendo parziale la fruizione e vano il tentativo di una vera e propria riqualificazione.

LA RISISTEMAZIONE DI VIA CASOREZZO

L’unica opera che presenta meno difficoltà rispetto alle altre è forse la risistemazione di Via Casorezzo. In questo caso la previsione di spesa per i marciapiedi è superiore ai 450.000 euro (su un totale  di quasi 1.000.000)  ma, non essendo presente nessun rappresentante del Dipratimento Mobilità, non è stato possibile comprendere se la ristrutturazione prevede ancora una Via a doppio senso o a senso unico.

LE ALTRE OPERE VIARIE NON IN CARICO A CMB

Se è vero che la competenza del soggetto attuatore, prevista nella Convenzione del Piano di Recupero, si limita alle tre opere precedentemente indicate, è anche vero che il flusso di traffico derivante dalla costruzione del centro commerciale ricadrà su tutto il quartiere e che, probabilmente, anche in caso di realizzazione di tutte e tre le opere (Bretella, Risistemazione Via di Selva Candida, Risistemazione di Via Casorezzo) il quartiere non sarà in grado di assorbire il traffico generato dalla nuova struttura commerciale.

Il Raddoppio di Via di Selva Candida (esclusa la parte interna al Piano di recupero) ed il Collegamento tra Via Esperia Sperani e Via Casorezzo, sono due opere non in carico al soggetto attuatore (CMB di Carpi e Rinnovamento Commerciale S.p.a.) ma ugualmente indispensabili a garantire la sostenibilità del Piano di Recupero e della mobilità futura ad esso collegato.

SOSTENIBILITÀ IDRICA E IMPIANTI FOGNARI

Altro aspetto fondamentale riguarda la sostenibilità della rete idrica e degli impianti fognari, sulla base delle necessità delle nuove costruzioni previste nel Piano.

Per l’acqua potabile, Acea ha prescritto a CMB l’apposizione di pompe di sollevamento, ma non è dato sapere cosa accadrà alla pressione dell’acqua delle altre abitazioni del quartiere, dal momento  che non è previsto nel breve periodo nessun adeguamento della tratta al nuovo fabbisogno generale da parte di Acea.

Per quanto riguarda invece le acque da smaltire, sia nere che chiare, possiamo dire che:

Le acque bianche ricadranno per la quasi totalità dell’intervento di cubatura privata, all’interno del Fosso del Bamboccio, che però non è in grado di ricevere più neanche una goccia. Per questo è stata prescritta dal CBTAR una vasca di laminazione per non compromettere la precaria capacità idraulica del Fosso. Tale capacità si sarebbe però potuta adeguare, qualora si fossero spesi i 6.250.000 euro di Fondi regionali (compresi nel Programma Italia Sicura 2015-2020), destinati proprio all’adeguamento Fosso del Bamboccio nel 2015.

Per le acque nere invece, dal momento che il depuratore di Via Casal del Marmo non è in grado di ricevere al momento nuove utenze e che la realizzazione del nuovo Tronco della Maglianella non ha una data di inizio lavori, è stata prevista per questo intervento     la realizzazione di un impianto di depurazione provvisorio. Ma di chi saranno le competenze sulla manutenzione dell’impianto una volta che la ditta avrà finito di realizzare e vendere?

CONCLUSIONI

L’opera è si di fondamentale importanza per la riqualificazione di questa porzione di periferia, ma è impensabile attuarla senza aver prima concluso gli interventi propedeutici.

Tra questi, il collegamento con Via Esperia Sperani ed il Raddoppio di Via di Selva Candida (con il conseguente interramento dei tralicci), per quanto riguarda le opere viarie, così da agevolare il traffico verso Ottavia, con la prima, ed evitare una risistemazione di Via di Selva Candida solo parziale, con la seconda.

L’ampliamento del depuratore di Casal del Marmo o la realizzazione del VI Tronco della Maglianella, per evitare di costruire un inutile depuratore provvisorio, e l’adeguamento del Fosso del Bamboccio per ridurre anche il rischio idrogeologico di buona parte del quadrante.

Se e solo se queste opere verranno realizzate prima, di quanto previsto nella Convenzione fra CMB e Comune di Roma, allora si sarà agito negli interessi dei cittadini e del territorio.

In tutti gli altri casi no.

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