CINEMA: 35MM – La verità sta in cielo

Torna l’appuntamento con 35MMrubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. A cadenza quindicinale vi presenteremo una pellicola in programmazione nelle sale italiane. Per il 49° numero vi proponiamo “ La verità sta in cielo ”, diretto da Roberto Faenza.

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TRAMA

Il 22 giugno 1983 la quindicenne Emanuela Orlandi scompare. Dopo esser uscita alle 19 dalla scuola di musica in Piazza Sant’Apollinare, non farà mai più ritorno a casa.

Il vero destino della giovane cittadina vaticana, figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia, rimarrà per sempre un mistero.

Renatino e Sabrina
Renatino e Sabrina

La scomparsa della Orlandi sarà sotto la lente della giustizia per più di vent’anni, oltre che dell’opinione pubblica.

Il caso “Mafia Capitale” balza agli onori della cronaca nazionale e non solo, giungendo ad incuriosire il direttore di un giornale londinese.  John (Shel Shapiro) incarica la sua giornalista, di origine italiana, di procedere con un’inchiesta cercando collegamenti tra la Roma criminale ed il Vaticano per la scomparsa della giovane Emanuela.

Maria (Maya Sansa) parte subito per la Capitale, incontrando varie personalità che la aiuteranno per la sua ricostruzione, ed in particolar modo entra in contatto con Raffaella Notarile (Valentina Lodovini). Quest’ultima, anch’essa giornalista, negli anni ha raccolto le pesanti testimonianze di Sabrina Minardi (Greta Scarano), la storica amante di Enrico De Pedis (Riccardo Scamarcio).

RECENSIONE

Il trailer si conclude con “Questa storia aspettava di essere raccontata”, e Roberto Faenza ha provato a smontarla servendosi di vari escamotage.

Il film è carico di buoni spunti da cui far partire la vicenda, si procede con un gioco di flashback alternando presente e passato e narrazioni di natura diversa. Il tutto dona al film un buon ritmo che si impone sin dalle prime scene.

Ci sono intenzioni positive ma il sovraccarico di personaggi ed eventi crea confusione, si perde facilmente di vista il focus del discorso.

La vicenda, di per sé intricata, necessitava sicuramente di un intreccio narrativo più esplicativo e semplificato, soprattutto per quella porzione di pubblico che non conosce fatti ed eventi nello specifico.

Maria in cerca di informazioni
Maria in cerca di informazioni

Gli interpreti sono più o meno tutti soddisfacenti. Riccardo Scamarcio (Enrico De Pedis) interpreta quel Dandy più volte raccontato: attento a se stesso, alla bella vita senza mai perdere di vista gli affari. L’attore pugliese si cala bene nella parte.

Greta Scarano (Sabrina Minardi), interpreta la Minardi di ieri e di oggi. La giovane rappresenta correttamente le due fasi della vita dell’amante di “Renatino”.

La Scarano si alterna tra la figura di “femme fatale”, tutta tacchi e pellicce, a quella di vecchia tossicodipendente mal messa. Sicuramente l’esperimento di invecchiare la bella Greta non è riuscito in toto, purtroppo la buona interpretazione è stata intaccata da un trucco alquanto artefatto che l’ha resa una buffa maschera.

Maya Sansa è Maria, la giornalista che arriva da Londra. La sua interpretazione non suscita granché, appare sempre disorientata ed impaurita senza grandi risvolti emozionali.

Valentina Lodovini (Raffaella Notarile), anche lei nel ruolo di giornalista ma apparentemente più marginale della Sansa, brilla di luce propria. Si percepisce la tenacia ed il coinvolgimento emotivo della sua Raffaella.

Per quanto riguarda il montaggio della pellicola, è incomprensibile come nel 2016 si riescano ancora a commettere degli errori così elementari, come l’errata sincronizzazione del labiale degli attori.

Ciò nonostante, il lungometraggio è interessante e cerca di fornire un taglio ben preciso alla vicenda, grazie anche alle forti testimonianze della Minardi. Roberto Faenza, seppur con un surplus di elementi, tende a battere una strada ben precisa per cercare di giungere alla verità.

GIUDIZIO FINALE

In questa triste e oscura non si comprende fino in fondo il ruolo della famiglia Orlandi  e, anche a livello narrativo, Faenza ne fornisce solo uno spot all’inizio e alla fine.

Raffaella intervista Sabrina
Raffaella intervista Sabrina

Troviamo una linea interpretativa dell’accaduto anche se, a livello cinematografico appare come un lavoro che non ha trovato un definitivo sbocco.

La storia è stata raccontata ma, in conclusione, non in modo così esaustivo come si annunciava.

VOTO FINALE: 5/10

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