CINEMA: 35MM – Escobar: Paradise Lost

Torna l’appuntamento con 35MMrubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. A cadenza quindicinale vi presenteremo una pellicola in programmazione nelle sale italiane. Per il 47° numero vi proponiamo ” Escobar: Paradise Lost “, la pellicola scritta e diretta dall’italiano Andrea Di Stefano.

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TRAMA

Nick (Josh Hutcherson) e suo fratello Dylan arrivano in Colombia attratti dalla possibilità di praticare surf ed aprire una piccola attività sulla spiaggia. Ambientarsi non sembra però così facile ed insorgono i primi problemi con alcune personalità del luogo.

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Pablo e Nick

Il giovane Nick nota una ragazza colombiana impegnata a dirigere dei lavori, con una scusa la conosce ed in poco tempo diventano inseparabili. Lei è Maria (Claudia Traisac), amatissima nipote di Pablo Escobar.

Il ragazzo, di origine canadese, non comprende sin da subito quanto sia importante la persona di Escobar per la società e per l’economia del paese.

Nick diventa parte integrante della famiglia e, suo malgrado, comincia a capire e conoscere tutti i meccanismi del “Grande Pablo”.

Vivere con Maria è anche decidere di accettare, condividere e praticare la stessa vita del celebre narcotrafficante. Infatti è necessario un temperamento non indifferente e Nick dovrà scoprire il suo.

RECENSIONE

Sono ormai due anni che il celebre narcotrafficante colombiano Pablo Emilio Escobar Gaviria è sotto l’attenzione del pubblico.

Un esempio perfetto di “prodotto” frutto di un’industria culturale (ovviamente pop) che, dal 2015 ad oggi, ha visto Escobar grande protagonista.

Netflix, la più famosa piattaforma streaming on demand del mondo, con la serie televisiva “Narcos” tratta ampiamente la figura dell’uomo colombiano.

Nel febbraio 2016 invece, il celebre rapper statunitense Kanye West ha pubblicato l’album “The life of Pablo”, tuttavia è ancora incerto a quale Pablo si riferisca realmente.

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Pablo mentre si rivolge alla sua gente

Il film è giunto in Italia con due anni di ritardo, negli Stati Uniti è uscito nel novembre del 2014.

Benicio del Toro (Pablo Escobar), nella prima scena della pellicola, impatta subito sul pubblico. L’attore premio Oscar si cala anima e corpo nella parte del narcotrafficante: tanta barba e tanti capelli ma è soprattutto notevolmente appesantito.

Il film parte lentamente e ci si aspetta da un momento all’altro l’input che darà il via all’intreccio aspettato. Purtroppo nulla: il titolo del film è fuorviante, a tratti ingannevole.

Josh Hutcherson (Nick) non regge neanche per un attimo il confronto con Benicio Del Toro.

Il giovane attore, già protagonista di Hunger Games in cui invece si adattava bene, è monotematico. Il suo personaggio non sembra avere un’evoluzione: è continuamente impaurito e angosciato, cosa che lo porta ad assumere sempre la stessa espressione per l’intera pellicola.

L’inconsistenza della sua interpretazione è anche sottolineata dai primi piani di Benicio Del Toro che, anche solo servendosi della mimica facciale, riesce a tenere in piedi una scena.

Il film è denso di flashback, che però non raggiungono l’effetto desiderato, anzi risultano scontati. Il problema principale è la prevedibilità circa le scene successive, non c’è suspance: lo spettatore sa perfettamente quale sarà la prossima mossa di Pablo.

La pellicola, ambientata in Colombia ma girata a Panama, mostra paesaggi straordinari. Questo elemento e l’interpretazione, seppur poco sfruttata, del protagonista Del Toro rappresentano gli unici due punti a favore di “Escobar: Paradise Lost”.

GIUDIZIO FINALE

Non si comprende effettivamente quale volesse essere l’intenzione del regista. Escobar è uno dei protagonisti o è l’antagonista del giovane Nick?

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Pablo si accorda con i suoi uomini

Il film è occasionalmente incorniciato da qualche dialogo pensato e di spessore. In modo particolare si vuole evidenziare la parte fortemente spirituale di Pablo, di cui tuttavia biograficamente non sappiamo nulla a causa delle mancanze narrative.

VOTO FINALE: 5/10

 

 

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