CINEMA: 35MM – La Pazza Gioia

Torna l’appuntamento con 35MMrubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. A cadenza quindicinale vi presenteremo una pellicola in programmazione nelle sale italiane.

Storie di campagna

Per il 46° numero vi proponiamo “La pazza gioia” di Paolo Virzì.

TRAMA

La bionda e svampita Beatrice (Valeria Bruni Tedeschi) è “ospite” presso Villa Biondi, una comunità nella campagna toscana che accoglie donne mentalmente disturbate e socialmente instabili.

Beatrice, abituata ad ambienti di classe, è insofferente e non fa altro che dispensare consigli e soprattutto giudizi verso le altre donne della villa. Non riesce a legare con nessuno finché in comunità non arriva Donatella (Micaela Ramazzotti), una giovane donna dismessa e dal volto sofferente.

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Donatella arriva in Comunità

Beatrice prova subito simpatia per la nuova arrivata e, dopo qualche simpatico equivoco, riuscirà a farla sistemare nella stanza insieme a lei. Giorno dopo giorno, tra le due donne, si crea una complicità tale da far intravedere un principio di amicizia.

Durante una delle mattinate rieducative fuori da Villa Biondi, il pulmino tarda ad arrivare e le donne della comunità rimangono sole ed incustodite.

Beatrice e Donatella ne approfittano per prendere il primo autobus per tornare autonomamente verso la villa.

Da qui comincerà la loro folle avventura di gioe, dolori, risate e pianti. Nel corso di questa esperienza verranno a contatto con la realtà e prenderanno coscienza della loro attuale condizione di vita.

RECENSIONE

Paolo Virzì, dopo due anni, torna sul grande schermo, portando con sé tematiche totalmente differenti dalla precedente pellicola “Il Capitale Umano”.

“La pazza gioia” è un film tutto al femminile in cui la qualità delle interpreti è notevole.

I paesaggi della Toscana ospitano la storia di queste due donne decisamente l’una opposta all’altra. Beatrice logorroica ed egocentrica si farà forza con Donatella taciturna ed introversa. Sembra che entrambe non abbiamo più nulla da perdere o nulla da ricevere in questa vita così disgraziata.

Valeria Bruni Tedeschi (Beatrice) si impone subito sulla scena, è una donna dell’alta borghesia che vanta proprietà e conoscenze importanti.

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Beatrice e Donatella tentano di prendere il bus

Beatrice, seppur spesso stropicciata e dai capelli non sempre in piega, conserva la sua essenza ed il suo essere classista anche in una situazione limite. Il personaggio della Bruni Tedeschi è una donna fragile ed esaurita, che non è intenzionata a perdere la sua dignità e soprattutto il suo status sociale.

Micaela Ramazzotti (Donatella) entra in punta di piedi e porta in scena un’alta interpretazione del suo personaggio. L’attrice romana mette a dura prova anche il suo aspetto fisico per calarsi al meglio in Donatella: una giovane magrissima, consumata dai farmaci e consumata dalla vita.

Le attrici viaggiano su due binari diversi, grazie ad una sceneggiatura che ha dato vita a due storie e a due personaggi apparentemente lontanissimi tra loro, pronti però ad incontrarsi sulla via del disagio, dell’incomprensione e della disperazione.

Virzì porta in scena la depressione, l’esaurimento ed il complicato mondo della malattia mentale. Delicatamente accompagna lo spettatore per mano, mostrando il disastro che può creare un fallimento, spesso tale da riversarsi nella psiche di chi lo subisce, distruggendo tutto, in primis l’equilibrio mentale.

La pellicola non risulta pesante, è piacevole ma allo stesso tempo emozionalmente ed impegnativo seguire le peripezie delle protagoniste.

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Beatrice e Donatella fuggono rubando un’auto d’epoca

Sarebbe stato semplice cadere nell’errore con una storia simile, sprofondando nel qualunquismo del tipico esaurimento nervoso femminile senza dimenticare l’aspetto compassionevole verso chi è colpito da simili patologie .

Paolo Virzì ha raccontato tutto correttamente, dosando nel modo giusto la storia verosimile e la sua interpretazione cinematografica, creando una pellicola composta da elementi che la rendono unica.

GIUDIZIO FINALE

Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti sono due interpreti straordinarie, ognuna a modo suo ha indagato e scavato nel proprio personaggio in modo da entrarvi con corpo e anima, il risultato notevole emerge sin dai primi minuti della pellicola.

“La pazza gioia” è una storia di amicizia al femminile costruita sul bisogno reciproco ma soprattutto sulle mancanze che reciprocamente vengono colmate ed inevitabilmente portano le protagoniste ad essere unite.

Una scena significativa e soprattutto evocativa è rappresentata nell’ultima parte in cui Donatella, facendo il bagno al mare, rimanda  all’episodio del passato ma più profondamente lava via tutto il nero che l’aveva accompagnata fino a quel momento.

Quando esce dall’acqua pulita, sembra rinata ed in piccola parte finalmente in pace con se stessa.

VOTO FINALE: 8,5/10

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