CINEMA: 35MM – Perfetti Sconosciuti

Torna l’appuntamento con 35MMrubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. A cadenza quindicinale vi presenteremo una pellicola in programmazione nelle sale italiane.

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Per il 44° numero vi proponiamo “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese. Per il regista romano, sembra che questa sia la volta buona.

TRAMA

Tre coppie si preparano per una cena speciale, conosceranno la nuova fidanzata di Peppe (Giuseppe Battiston), Lucilla.

Tutti fantasticano ed hanno grandi aspettative per la serata, che si rivelerà totalmente diversa da quello che hanno immaginato.

L’analista Eva (Kasia Smutniak), moglie di Rocco (Marco Giallini), propone un gioco che coinvolgerà tutti i commensali.

Eva e Rocco Trailer “Perfetti sconosciuti”

Eva, Rocco, Carlotta (Anna Foglietta),Cosimo (Edoardo Leo), Bianca (Alba Rohrwacher) e Peppe lasceranno i rispettivi cellulari sulla tavola della cena. Le chiamate, i messaggi e tutto quello che riceveranno sui dispositivi sarà condiviso, senza segreti.

Da questo momento in poi comincerà una serie di eventi a catena che romperanno e modificheranno alcuni labili equilibri. Tutto ciò a causa della cosiddetta “scatola nera” della nostra vita, il cellulare.

RECENSIONE

Paolo Genovese questa volta ha fatto centro. Dopo vari tentativi, mai totalmente soddisfacenti, presenta una pellicola che non lascia nulla al caso.

Il cast è totalmente amalgamato, nessuno vale più o meno dell’altro. Tutti i personaggi hanno la possibilità di dire la loro e di smontare il proprio soggetto. Nel corso del film si prende confidenza con ogni componente del gruppo allo stesso modo.

Nel corso della cena

Inoltre, la bravura degli interpreti è dimostrata dalle ambientazioni della pellicola. Quest’ultime infatti, sono al massimo due: l’intreccio si svolge principalmente attorno alla tavola e qualche episodio in terrazza.

Tuttavia non si avverte mai la sofferenza del medesimo ambiente, anzi, sembra che lo spettatore faccia parte dei dibattiti che si tengono in tavola, subendo ugualmente le risa e i momenti di tensione.

Ogni portata, nel corso della serata, scandisce un’evoluzione ben precisa della vicenda. Il regista è riuscito a creare suspance e colpi di scena anche per un’occasione così semplice come una cena tra amici. Lo spettatore difficilmente è in grado di  prevedere cosa farà un personaggio.

Le tematiche che si intersecano sono molteplici, si spazia dalla precarietà delle coppie del nostro tempo alla precarietà del lavoro. Il tutto silenziosamente orchestrato dagli smarthphone, che gestiscono i coni di luce e d’ombra delle vite frenetiche in cui non hanno più accesso alla sfera del privato nemmeno i migliori amici.

Genovese racconta il tema del doppio, riadattandolo ad oggi. Nel ventunesimo secolo siamo inevitabilmente, chi più chi meno, dotati di un’esistenza dicotomica.

Bianca visibilmente provata

Non c’è troppa disperazione, critica o rassegnazione per quello che vivono i nostri personaggi. I fatti sono affrontanti in maniera consequenziale, senza salti affrettati, il tutto appare sempre coerente. Sembra che si riesca a percepire la reale atmosfera grazie ai primi piani dei protagonisti, realizzati in dei momenti chiave, e alla fotografia.

GIUDIZIO FINALE 

L’unico neo della pellicola potrebbe sembrare l’insistente ed inevitabile inserimento del tema omosessualità. Tuttavia il regista riesce a sfruttare questa tematica senza suscitare del pietismo e senza risultare poco originale. Servendosi di un’escamotage riesce a manovrare il delicato argomento sviluppandolo correttamente, grazie anche all’interpretazione di due dei protagonisti.

Paolo Genovese tiene gli spettatori sospesi e vittime del suo gioco fino all’ultimo momento, grazie ad una commedia che per una volta ha il sapore del teatro, in grado di dosare comicità e giusta riflessione.

VOTO FINALE: 8/10

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