CINEMA: 35MM – Il Professor Cenerentolo

Torna l’appuntamento con 35MM, rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Ogni venerdì a cadenza quindicinale vi presenteremo una pellicola in programmazione nelle sale italiane.

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Per il 42° numero vi proponiamo “Il professor Cenerentolo”, l’ultimo film del toscano Leonardo Pieraccioni.

Torna a distanza di due anni la tradizionale pellicola natalizia diretta dal regista italiano che vediamo nuovamente in collaborazione con Giovanni Veronesi per la scrittura e con Domenico Costanzo.

TRAMA

L’ingegnere Umberto Massacciucoli (Leonardo Pieraccioni) per far fronte alla crisi che ha coinvolto la sua ditta di costruzioni tenta un rocambolesco colpo in banca. Il suo gesto però, lo costringe a scontare quattro anni nel carcere dell’isola di Ventotene.

Nel frattempo la figlia Martina, ormai quindicenne, gli confessa che la condizione del padre la mette a disagio e che i loro rapporti riprenderanno allo scadere della pena. Invece la sua, ormai, ex moglie è sul punto di risposarsi.

Umberto e Arnaldo
Umberto e Arnaldo

Tuttavia Umberto non perde la positività e anche in carcere è un detenuto attivo, tutti lo chiamano il “professore”. Si impegna nella regia di un film che vede protagonisti i suoi compagni di penitenziario e lo stesso direttore (Flavio Insinna).

In occasione della prima, partecipano alla proiezione sia i detenuti che degli ospiti esterni al carcere.  Nel corso della serata l’ingegnere conosce una giovane e interessante ragazza, Morgana (Laura Chiatti). L’avvenente bionda crede che Umberto sia un educatore del penitenziario e lo invita per un nuovo incontro.

Il rapporto con Morgana smuoverà molte cose dentro l’animo del “professore” e soprattutto verrà coinvolto in delle improbabili situazioni.

RECENSIONE

Periodicamente, ogni due anni, sul grande schermo si propone Leonardo Pieraccioni con la sua nuova pellicola.

Dopo il flop del 2013, “Un fantastico via vai” scritto in collaborazione con Paolo Genovese, questa volta il regista toscano ritorna alla carica con una vecchia conoscenza: lo sceneggiatore Giovanni Veronesi. La differenza è tangibile.

Le film parte subito e per tutto il suo corso riesce a mantenere un buon ritmo, salvo alcuni casi.

In questo caso Pieraccioni si allontana dai tipici personaggi che propone da vent’anni a questa parte. Umberto infatti è un uomo che, seppur in preda evidentemente alla disperazione, ha sbagliato e ora sta pagando. Il tratto distintivo dei personaggi, figli del regista fiorentino, è la bontà d’animo. Viene proposta in modo misurato e non risulta mai smielata, ed è veicolata correttamente dall’interpretazione dello stesso regista che si fa sempre attore principale delle sue creature cinematografiche.

Umberto e Morgana, il primo incontro

Ogni personaggio riesce ad avere vita propria. Flavio Insinna (il direttore del carcere) è un buon elemento del cast e la sua interpretazione è alquanto teatrale.

Laura Chiatti (Morgana) ha la fortuna di avere un personaggio che rientra nelle sue attitudini. È una trentenne problematica e svitata. Tuttavia nella sua interpretazione non c’è nulla di entusiasmante, nulla di personale e nulla di più oltre alla mera interpretazione del copione.

Un plauso invece a Sergio Friscia (Don Vincenzo) che, seppure un personaggio di contorno, ci fa ridere moltissimo. Senza dimenticare la deliziosa presenza di Davide Marotta (Arnaldo), nell’intreccio rappresenta il perfetto aiutante di ogni favola che si rispetti.

La nota negativa è la troppa velocità nel risolvere alcune situazioni, novanta minuti risultano evidentemente pochi per gli elementi tirati in ballo ne “Il professor Cenerentolo”.

Ad un certo punto della pellicola si avverte la sofferenza di dover in poco tempo fare e disfare gli eventi, appesantendo però il ritmo e rendendo il film macchinoso. La narrazione sarebbe stata più lineare con maggior accortezza per il secondo tempo. Tuttavia Pieraccioni è tornato il registra ed attore, allegro e malinconico allo stesso tempo.

Umberto e Morgana

Dalla pellicola del 2013 in cui si era dimostrato povero di argomenti e di situazioni, adesso il regista  toscano sembra aver ripreso quota.

La film è condito da una piacevole comicità e da riflessioni non esageratamente pesanti.

GIUDIZIO FINALE

La trama è presente sin dall’inizio, si manifesta subito l’obiettivo del protagonista Umberto. “Il professor Cenerentolo” è un film è armonico e gradevole.

Sembra quasi che Pieraccioni abbiamo ricominciato a dirigere e a scrivere i film  nella vecchia maniera, come lo avevamo conosciuto per “Il Ciclone” o per “I Laureati”. Narrazioni semplici e genuine ma piene di sentimento, in cui ogni personaggio è utile al protagonista per compiere la sua crescita grazie ad un contributo vero e proprio.

Insomma nulla di entusiasmante ma, allo stesso tempo, una commedia divertente che usa l’escamotage della favola di Cenerentola in modo tutt’altro che banale.

VOTO FINALE: 5,5/10

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