OTTAVIA: La Stazione rinasce con il S.O.S.E.

Da circa un anno la Stazione di Ottavia accoglie con un murales, posto nel lato di Via Casal del Marmo, il grande flusso di cittadini che quotidianamente partono e arrivano. L’opera é stata realizzata dall’artista Daniele Tozzi, in arte “Pepsy“. Il risultato è un tucano che nasce da una serie di parole incastrate tra loro, i calligrammi. Sembra che il murales voglia urlare le parole da cui è creato: “l’arte mi fa volare la guerra è un gioco da perdente“.

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Questa forma di street art preannuncia quello che è il SOSE, acronimo di Spazio Espositivo Stazione Ottavia.

COME NASCE IL PROGETTO

L’iniziativa di riqualificare la Stazione di Ottavia prende vita più di un anno fa. L’intenzione era quella di creare qualcosa di completamente assente nel quadrante nord-ovest di Roma: uno spazio culturale. La RFI (Rete Ferroviaria Italiana) ha provveduto alla ristrutturazione del locale, proprio accanto al murales, per dare vita al SOSE.

CHE COS’ È IL SOSE?  LE DUE REALTÀ DELLO SPAZIO ESPOSITIVO

Una delle esposizioni all’interno del SOSE

L’obiettivo di questo progetto è di proporsi come uno spazio espositivo orizzontale. Il SOSE si alterna con mostre collettive ogni due mesi ed eventi a diverso carattere culturale. Ospita artisti del nostro territorio, esordienti e non. Periodicamente si trovano ad esporre al SOSE anche artisti non appartenenti al nostro territorio, tuttavia sono personalità quotate e all’attivo già da tempo. In tal modo si crea una fusione tra il giovane artista esordiente, il quale in molti casi è alla sua prima esperienza, che contemporaneamente espone con un artista di grande calibro. Si è generata nel tempo un’atmosfera positiva volta alla collaborazione e soprattutto alla cultura declinata in arte pittorica, scultorea ed in altre numerose attività. Una ulteriore missione del SOSE si svolge nella seconda parte dell’anno e punta sul coinvolgimento delle scuole del territorio. La finalità è una preparazione ed educazione al bello, tramite il rapporto con l’arte sin da piccoli. I giovani studenti entrano così in diretto contatto con il SOSE grazie alle uscite didattiche, prive di spese per i genitori. Successivamente alcuni ragazzi diventano i veri e propri protagonisti, con delle mostre ad hoc per l’esposizione della opere prodotte.

UNA REALTÀ TUTTA NUOVA

In questa riprogettazione l’Assessorato alla Cultura del XIV Municipio è stato coadiuvato con grande impegno dalla mano esperta della pittrice Simona Sarti, direttrice culturale del SOSE. La Stazione di Ottavia ad oggi è ricordata anche per essere un fulcro culturale del quadrante nord-ovest di Roma. È emblematico il cambiamento che avviene ogni due mesi delle mostre collettive ed i numerosi eventi culturali in programmazione, anche dedicati ai più piccoli. Sono due elementi che si vanno ad affiancare a quella che è l’essenza del luogo che ospita il progetto: la Stazione, un’area di passaggio, distaccata che grazie a proposte di questo tipo può divenire familiare e carica di significati.

Il tutto a costo zero e con tanta collaborazione volontaria mossa dalla passione per la cultura e dall’amore per il territorio.

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