ROMA CAPITALE: Al via gli osservatori municipali

La seduta assembleare del Consiglio Comunale in Campidoglio del 16 Dicembre ha sugellato un percorso lungo, in cui il pressing continuo che Zero Waste Lazio ha condotto dal 2011 in poi ha dato l’esito atteso con l’approvazione finale da parte della maggioranza consigliare della Delibera A.C. n. 129/2014 “Roma verso rifiuti zero”.

Storie di campagna

Incontriamo Massimo Piras, il portavoce di Zero Waste Lazio. 

Massimo Piras

Finalmente Massimo siamo arrivati ad una svolta per l’Ass.ne Zero Waste Lazio e per il percorso Rifiuti Zero, è così?

Si. Sono passati circa quattordici mesi dalla deposizione presso la Camera dei Deputati delle ottantasei mila firme dei cittadini, e questo importante traguardo è il segno che il pressing continuo da parte di Zero Waste ha funzionato.

Ci riassume brevemente i punti fondamentali della Delibera?

I principali obiettivi della Delibera sono:

una Raccolta Differenziata con l’introduzione generalizzata del sistema “porta a porta” entro il 2020 al 65%;

un Piano di Riduzione del 20% dei rifiuti prodotti con le buone pratiche di gestione;

la Tariffa Puntuale che sarà introdotta gradualmente nei Municipi in cui sarà completato l’avvio del “porta a porta” totale, per cui si paga in base a quanto si differenzia;

centri di Riuso e Riparazione per evitare che beni ed oggetti ancora utili diventino rifiuti;

un sistema di impianto di riciclo e compostaggio “a freddo” dei materiali differenziati;

un processo di partecipazione popolare attraverso l’istituzione degli Osservatori Municipali Rifiuti Zero e di un Osservatorio Comunale centrale.

La proposta è davvero così innovativa da poter porre fine al problema rifiuti di Roma?

Premesso che qualsiasi modello di delibera non mette al riparo dal rischio di una mancata attuazione,  fondamentale per la riuscita di questo percorso è la verifica continua da parte di una vera “rete integrata di partecipazione” tra cittadini ed amministrazione comunale.

Sono gli ultimi quattro punti della delibera infatti, con la previsione di una rete di quindici osservatori Rifiuti Zero municipali e di un osservatorio comunale di coordinamento, ad essere la parte preponderante ed essenziale.

A chi aspetta la costituzione di questi Osservatori?

Zero Waste Lazio oggi si rivolge a tutte le Associazioni, i Comitati di quartiere, le Reti municipali e i Circoli culturali per chiedere di avviare insieme il percorso di costruzione dei quindici osservatori Rifiuti Zero municipali, in cui quindici rappresentanti dei cittadini si confronteranno alla pari con altrettanti rappresentanti del Municipio e di AMA. Il percorso di costituzione è già partito lo scorso sabato 10 Gennaio a Roma, quando i rappresentanti dei comitati di quartiere di ogni municipio e di tutte le associazioni del territorio, si sono incontrati per discutere insieme le linee guida ed il regolamento comune degli osservatori municipali.

Da chi saranno composti gli Osservatori?

Saranno costituiti, da un lato, con rappresentanza paritaria da Municipio ed AMA S.p.A. e, dall’altro, dalle Associazioni, Comitati e Cittadini che procederanno congiuntamente alla nomina di un Presidente esterno all’Amministrazione Comunale. I presidenti degli Osservatori municipali, che dovranno essere figure di professionisti o esperti in materia, andranno poi a costituire un Osservatorio centrale comunale. Una nuova struttura con il compito di monitorare, elaborare e sintetizzare i dati forniti dagli Osservatori Municipali, indicare criticità e soluzioni per rendere il suddetto percorso trasparente, verificabile, partecipato e costantemente aggiornato anche alla luce dell’evolversi del quadro nazionale ed internazionale.

Quali saranno i compiti degli Osservatori municipali?

Gli osservatori nascono con lo scopo generale di verificare il rispetto dell’attuazione degli impegni e le possibili criticità che possono presentarsi nei vari municipi.

I compiti degli Osservatori municipali attengono al monitoraggio dell’attuazione delle disposizioni generali della delibera, al rendere pubblici e disponibili i dati sugli obiettivi raggiunti ed a raccogliere segnalazioni ed indicazioni dai cittadini del territorio. Pertanto i presidenti ed i membri degli Osservatori municipali sono dotati sia di poteri di controllo ed ispettivi, pari a quelli conferiti ai consiglieri municipali, che di poteri d’indirizzo. L’Osservatorio municipale fornisce inoltre, entro e non oltre sessanta giorni, all’Osservatorio comunale il proprio parere obbligatorio e motivato sui piani e progetti strategici di livello metropolitano che interessano la cittadinanza.

E quelli dell’Osservatorio Comunale?

I compiti dell’Osservatorio comunale sono relativi sia ad una attività di coordinamento generale, tesa a monitorare, elaborare e sintetizzare i dati forniti dagli Osservatori Municipali, sia a quella di indicare le criticità ed elaborare le “soluzioni” partecipate e costantemente aggiornate.

È questo secondo aspetto che configura l’Osservatorio comunale come un organo pubblico partecipato di Roma Capitale, con funzioni di elaborazione e proposizione attiva. Questa struttura avrà poi la possibilità di elaborare dei piani, programmi e progetti di valenza strategica per il territorio che saranno poi a cura degli uffici di Roma Capitale o di AMA s.p.a. o dei membri del Comitato tecnico-scientifico di supporto.

Portare avanti questo progetto cosa significherebbe?

Avviare questo percorso significherebbe poter determinare il principio di “autosufficienza territoriale”, e quindi sia le scelte impiantistiche sia i modelli di gestione condivisi. Superando quelle forme di contrasto che ad oggi, strumentalmente, sono contrarie a qualsiasi sistema di trattamento, verificandone la tipologia e l’ubicazione insieme ai cittadini. A decorrere dalla data di adozione del presente provvedimento, tutti gli atti di Roma Capitale che verranno eventualmente adottati in materia di gestione di rifiuti urbani, dovranno tenere conto dei criteri generali contenuti nel presente atto di indirizzo.

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