CINEMA: 35MM – Noi e la Giulia

Torna 35 mm la rubrica di approfondimento cinematografico de Il Pungolo. Ogni sabato a cadenza quindicinale proporremmo la recensione di alcuni dei film attualmente in programmazione nelle sale cinematografiche della nostra città. Per il 32° numero della rubrica vi presentiamo Noi e la Giulia.

Storie di campagna

E’ la storia di quattro uomini che si ritrovano insieme, uniti dal sentimento comune di dare una svolta alla loro vita. Per realizzare tutto questo incontreranno non poche difficoltà.

TRAMA

Diego è un venditore di auto, visibilmente insoddisfatto, che pensa da anni di cambiare radicalmente la sua vita. Claudio è costretto  a chiudere l’attività di famiglia per fallimento, e a reinventarsi. Fausto è uno “showman“, vende orologi sulle TV private, ma i suoi affari gli portano solo tanti debiti.

Le loro vite si incrociano grazie all’acquisto di un casale. I tre quarantenni fanno un salto nel buio, prendono coraggio e da perfetti sconosciuti si uniscono in società.

Claudio, Fausto e Diego entrano in società

Si unisce alla società Sergio, un cinquantenne con qualche conto in sospeso con Fausto. E’ un vecchio compagno che rivendica la resistenza, anche se piuttosto duro sarà la colonna portante di questo gruppo eterogeneo.

Elisa è la nota femminile del gruppo, incinta e alquanto stralunata.

Nel mezzo del loro percorso si inserirà Vito, un camorrista decisamente fuori dal normale che arriva nel loro agriturismo alla giuda di una Giulia 1300.

Il gruppo, per combattere i soprusi di Vito, si ribellerà in modo particolare e farà di tutto per difendere il suo sogno.

RECENSIONE

Il torinese Diego è Luca Argentero, l’accento dell’attore è chiaro, torna alle sue origini piemontesi. Edoardo Leo è Fausto, il venditore di orologi coatto e con ideali politici un po’ distorti. Claudio è interpretato da Stefano Fresi. Il nostalgico del ’68 è Claudio Amendola nel ruolo di Sergio, Anna Foglietta è Elisa. Carlo Buccirosso interpreta il ruolo del camorrista Vito.

Il regista è lo stesso Edoardo Leo, la pellicola è tratta dal libro di Fabio Bartolomei “Giulia 1300 e altri miracoli”. Leo si cimenta

Diego ed Elisa

nuovamente come regista e sembra che ogni volta vada sempre meglio. Il film infatti è fresco; sono molteplici gli spunti di riflessione e gli elementi a cui si appoggia per portare avanti le sue tematiche. E’ emblematica l’espressione: siamo la generazione del piano B.

Noi e la Giulia è una commedia semplice, poco pretenziosa che allo stesso tempo trasmette aspetti importanti della situazione attuale, ma non risparmia rimandi al passato. La questione “crisi” che conduce ad insoddisfazione e frustrazione si evince dalla condizione dei personaggi, tale aspetto non è particolarmente rimarcato ma inserito quanto basta.

L’eterogeneità del gruppo vede confrontarsi anche ideali politici alquanto differenti e spesso esasperati o fraintesi.

Ed infine una realtà del passato e che vive tutt’ora è quella della Camorra.

L’approccio che il regista Edoardo Leo si propone di  trasmettere al pubblico nei confronti della Camorra è: smitizzarla per combatterla.

Tuttavia sembra troppa l’ironia intorno alla figura del camorrista e la forzatura di qualche passaggio dopo il rapimento di Vito. Alcuni personaggi sono lasciati al caso, entrando ed uscendo dalla storia con troppa semplicità.

Gli attori funzionano tra di loro, pur essendo ampiamente diversi come interpreti e come personaggi. Ognuno sembra essere perfetto nella sua veste, Amendola primo fra tutti.

I protagonisti ed il camorrista Vito

GIUDIZIO FINALE

I passi avanti del regista si percepiscono. Leo è riuscito a trasmettere la serenità che il luogo donava ai personaggi, veicolando le sensazioni positive che solo certi paesaggi sanno dare.

Il risultato finale è buono. Il film correva il rischio di risultare pesante, ripetitivo oppure scontato con tematiche come la crisi o la Camorra.

Edoardo Leo avrebbe dovuto lavorare di più sui personaggi di contorno a Vito, gli altri camorristi. Il regista ha lasciato loro in sospeso. Dal momento che sono stati inseriti, era necessario portarli avanti in modo più deciso oppure ometterli.

In ogni caso sempre meglio togliere che aggiungere elementi.

VOTO FINALE : 6,5/10

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