CINEMA: 35MM – La Teoria del Tutto

Torna 35 mm la rubrica di approfondimento cinematografico de Il Pungolo. Ogni sabato a cadenza quindicinale proporremmo la recensione di alcuni dei film attualmente in programmazione nelle sale cinematografiche della nostra città. Per il 30° numero della rubrica vi presentiamo la La teoria del tutto.

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La straordinaria vita del fisico, astrofisico, matematico e cosmologo Stephen Hawking raccontata in una pellicola biografica diretta da James Marsh. Il film è direttamente tratto dal soggetto scritto dall’ex moglie dello scienziato Jane Wilde Hawking.

E’ una storia di vita carica di tratti drammatici. La pellicola ci fa entrare nell’universo di questa grande mente che, nonostante la disabilità fisica, ha perseguito i suoi obiettivi e le sue passioni, grazie anche all’aiuto di Jane Wilde, sua moglie per moltissimi anni.

Stephen e Jane ai tempi dell’università

TRAMA

Londra anni 60, un giovane Stephen Hawking è studente a Cambridge, in attesa di perseguire il dottorato in fisica. Ad un party conosce la brillante Jane Wilde che lo rapisce completamente. I due si innamorano ma la vita di Stephen sarà ben presto colpita da una notizia che metterà tutto in discussione. Infatti, dopo varie avvisaglie, il giovane scopre di avere una malattia che attacca progressivamente tutti i muscoli volontari atrofizzandoli, la sua aspettativa di vita si riduce a soli due anni. Quello che però non viene intaccato in alcun modo è il cervello, Hawking infatti si accerta subito che la malattia non comprometta la sua mente brillante.

Il giovane Stephen non accetta quello che gli sta capitando, si chiude in se stesso rifiutando anche Jane che invece lo ama profondamente ed è pronta ad affrontare la malattia con  lui.

Tutto si fa più difficile, anche l’attività universitaria, tuttavia Hawking consegue in modo ottimo il dottorato.

Un giovane Stephen

Stephen e Jane si sposano e hanno tre figli, ormai lui è costretto su di una sedia a rotelle ma la mente è sempre più brillante. Infatti si distingue per le sue teorie riguardo buchi neri e sull’origine dell’universo.

La dedita Jane però, sente tutto il peso sulle sue spalle e troverà conforto nel coro della chiesa, lì conoscerà Jonathan.

Nel tempo Stephen Hawking subisce una tracheotomia a seguito di una brutta polmonite. Perde l’uso della parola e da questo momento in poi comunicherà grazie ad un sintetizzatore vocale. La sua infermiera Elaine sarà di grande aiuto.

Il prestigio di Hawking aumenta e pubblica il suo libro sul tempo.

La Regina Elisabetta onora Stephen Hawking come cavaliere dell’ordine britannico. Egli si reca dalla regina con i suoi figli e con Jane, la donna che con la sua tenacia ha permesso allo scienziato di superare lo scoglio della malattia e continuare i suoi studi, fornendo un apporto fondamentale alla fisica moderna.

RECENSIONE

Eddie Redmayne interpreta in modo eccellente Stephen Hawking. E’ straordinario vedere come nel corso del film la sua fisicità si modifichi e come cambino le espressioni facciali con il progredire della malattia. L’ottima interpretazione ha fatto guadagnare al giovane protagonista la candidatura per l’Oscar e la vincita del Golden Globe. L’attore è riuscito perfettamente nella rappresentazione drammatica all’inizio della pellicola e nel corso del film invece trasmette voglia di vivere, di reagire e buttarsi a capofitto nella passione. La maggior capacità di Redmayne è stata di riuscir a veicolare i sentimenti di Hawking grazie allo sguardo, che in molti momenti ha trasmesso tutto il mondo di questa grande mente.

La compagna di vita Jane è Felicity Jones, brava nel trasmettere la sua frustrazione a circa metà della pellicola. Si percepisce perfettamente il cambiamento del suo personaggio.

Jonathan è Charlie Cox e, nel ruolo di Elaine, l’altra donna fondamentale per Hawking, c’è  Maxine Peake.

Stephen con i figli

Il film si concentra soprattutto sull’aspetto umano dello scienziato. Sono riportati molti elementi del quotidiano, le difficoltà della disabilità e quelle della vita di coppia. Poco è raccontato della fase di elaborazione delle sue teorie. La storia lascia grande spazio al personaggio di Jane e fa anche ampiamente comprendere come lei abbia combattuto da sola la sfida contro la malattia. Infatti si percepisce quanto la famiglia di Hawking sia stata assente nella vita di Stephen e Jane.

Perfetto il grande flash back finale della vita di Stephen Hawking che si ricollega metaforicamente alla teoria dello stesso da giovane: mandare indietro il tempo per vedere cosa è successo all’origine.

Ottima la fotografia e la colonna sonora, quest’ultima ad opera di Jóhann Jóhannsson.

GIUDIZIO FINALE

La pellicola non è mai noiosa, cattura la nostra attenzione dall’inizio alla fine. Quello che fa riflettere è la completa attenzione per l’aspetto personale di Hawking. Il film trasmette grande dolcezza, amore e dedizione sia da parte del protagonista che della moglie Jane. Forse è proprio questa la strategia del regista: concentrarsi sullo Stephen Hawking uomo e non sul genio. Certamente la sua genialità si percepisce ma grazie agli sguardi dell’impeccabile Eddie Redmayne entriamo nel cuore di questo piccolo grande uomo.

L’essenza del lavoro del regista James Marsh è dimostrare quanto Stephen Hawking oltre ad essere un genio sia stato soprattutto uomo, padre e marito. Il tempo è stato il protagonista delle sue teorie quanto della sua travagliata vita.

 VOTO FINALE : 8/10

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